Un viaggio lungo 70 anni tra incuria ed abbandono

Inaugurata nel 1935, la Pineta Tea Room (in seguito chiamata Pineta Iris) negli anni ’30 e ’40 costituiva un elegante complesso di intrattenimento posto lungo l’autostrada Napoli-Pompei al Km. 15. Di proprietà della “Ditta B. fu C. Mazza” divenne di gran moda ed uno dei ritrovi prestigiosi non solo di Torre del Greco, ma dell’intera provincia di Napoli, grazie al punto strategico in cui era posta ed agli eventi di intrattenimento organizzati (anche Benito Mussolini c i sostò più volte).

Centro per esposizione e vendita di coralli e cammei, comprendeva al proprio interno anche un bar con laboratorio di pasticceria: è stato il primo servizio ristorazione lungo un’autostrada italiana. Ma gli anni del boom economico vedranno il declino di tale struttura. Infatti alla fine degli anni ‘50, quando fu deciso il raddoppio delle corsie autostradali del tratto Napoli-Pompei, la struttura venne chiusa. Così, da esclusivo sito di ristoro, la pineta oggi si è tristemente trasformata in un accozzaglia di edilizia “spontanea” (volendo usare un eufemismo), con lo stravolgimento delle vecchie casematte della seconda guerra mondiale, e con l’insediamento di un campo nomadi, con annessa una discarica abusiva, perfettamente visibile da chi viaggia in autostrada o dalla Circumvesuviana.

Insomma da Pineta Tea Room a Pineta Tea…Rom, il passo è stato breve. Purtroppo sono gli occhi di tutti le condizioni igienico sanitarie pressoché inesistenti per i circa 100 nomadi che vivono in questo sito. Certo la questione è spinosa ed appare non semplice individuare quale Ente possa a vere competenze e mezzi per prender qualche provvedimento. A titolo di cronaca si attesta che, contattate le società Autostrade Spa e Autostrade Meridionali circa eventuali progetti riguardanti tale struttura, al momento non si è ricevuta risposta.
Marika Galloro
Roberto Pedone

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 22 maggio 2013