“E’ giunto il momento di salutare Montevergine, questa mia ulltima fatica, è il caso di dirlo “Fatica”, mi ha dato una enorme soddisfazione, ma la mia piu’ grande soddisfazione  è  di avere dei compagni di viaggio favolosi, in circa due mesi abbiamo messo su uno spettacolo molto complesso…”. Queste le parole che Antonello Aprea, regista e protagonista de  Quanno mme vuò purtà n’ata vota a Muntuvergene, pubblica sul Antonello-Aprea-Teatro-2015

suo muro fb, alla fine di questo nuovo progetto teatrale.
Messo in scena dal 26 al 28 giugno e il 3-4 luglio scorsi presso l’Arena Teatro “Valle dell’Orso” di Torre del Greco, lo spettacolo è la rappresentazione di un avvenimento che segna la memoria collettiva di moltissimi napoletani, ossia la celebre “Juta a Muntuvergene”.

Tratto da una commedia in due atti di Domenico Romano, il lavoro è stato decodificato dal regista con grande attenzione e meticolosità, dispiegando un impegno nell’allestimento scenico, nella recitazione, nei costumi  e nelle musiche (composte da Raffaele Viviani), che hanno sorpreso il foltissimo pubblico accorso alle repliche.

Il “Teatro di Donna Peppa” si è, dunque, cimentato in una nuova e più ambiziosa  avventura, pur mantenendo la cifra artistica che i suoi affezionati tanto amano.



Foltissimo lo stuolo di artisti che hanno calcato la scena  e tutti meriterebbero menzione. In primis Antonello Aprea e Teresa Di Rosa, rispettivamente ‘O Sanguettano e ‘A Maesta, affiatati e sicronizzati come sempre. Ma davvero coinvolgenti tutti gli attori,  che hanno saputo impersonare efficacemente lo spirito dell’autore e l’adattamento del regista, ovvero dare vita ad un affresco di umanità in bilico tra sacro e profano, tra gioia e riflessione, insomma la “festa” secondo i canoni di una cultura arcaica, dalle origini remote.
Di particolare importanza i canti e le musiche, che in questo lavoro costituiscono un elemento fondante della resa scenica, contribuendo a creare i momenti di festosità e di suggestione.

Ancora una volta, dunque, Aprea e “Donna Peppa” hanno fatto centro, dimostrando che la passione per il teatro e per la vita, e non solo la Madonna di Montevergine,  fanno miracoli.
Marika Galloro