E il cerchio si è chiuso: si è chiuso attorno al nome di Gennaro Zampini, l’ultimo narcos vicino ai Di Gioia ancora in libertà. Giovedì scorso, con un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Carabinieri_Menette_Napoli, militari del nucleo investigativo del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata, con la collaborazione del nucleo investigativo di Milano e quello della Guardia Civil spagnola; si era dato il via, con un’ordinanza a firma del gip Ferri, all’arresto di narcotrafficanti vicini al cartello dei Di Gioia di Torre del Greco. Quella mattina finirono in arresto Vincenzo Basile, milanese di 38 anni, Aniello Bianco, 33 anni e Tullio Garofalo, 34 anni. L’unico a sfuggire all’operazione era stato Gennaro Zampini di anni 36. C’era più di un sospetto che si nascondesse ad Ibiza insieme alla compagna, proprio per questo a suo nome è stato colpito da un ordine di arresto europeo. Alla notizia che potesse trovare nell’isola delle Baleari, in compagnia della moglie e utilizzando la rinomata meta turistica come base per gestire il narcotraffico, gli agenti hanno avviato le ricerche e localizzato il veicolo utilizzato dalla coppia in un’autofficina dell’isola. Una volta che il pregiudicato, con la consorte, ha ritirato l’auto ed è rientrato a casa è partito il blitz da parte degli agenti dell’unità centrale operativa della Guardia Civil spagnola, in collaborazione con i Carabinieri. Contemporaneamente, sempre i Carabinieri hanno fatto partire un blitz contro il clan Di Gioia, con arresti e sequestri di beni, droga e denaro. Da Ibiza, il narcotrafficante Zampini è stato trasferito a Madrid e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’estradizione in Italia. Durante l’operazione della settimana scorsa, agli arrestati, in maniera preventiva, sono stati sequestrati beni immobili e mobili per un valore di circa 2 milioni di euro. Nello specifico: 2 appartamenti a Milano, altri 2 a Torre del Greco, 3 autovetture di grossa cilindrata e numerosi rapporti finanziari.

Alfonso Ancona