Campeggiano tra le vie cittadine striscioni con “faccioni” e scritte cubitali che più per esortare al voto sembra quasi che demarchino il territorio politico di competenza
Nella giornata elettorale di domenica prossima, per la conquista di Palazzo Baronale, si prospetta uno s contro tra la politica e l’antipolitica, ma non solo. Questa battaglia elettorale che va verso la sua naturale conclusione ha visto contrapposti s ette candidati che hanno reso, per quasi tutto il mese dedicato alla propaganda elettorale, il clima alquanto sottotono. Solo alla fine e solo qualcuno ha cercato di pepare un po’ la situazione: vedi sotto la voce Colantonio e Cinque Stelle. Di continuo, ultimamente, in ogni occasione elettorale, si rinnova l’appuntamento con una sorta di riedizione continua di una fantasia che per certi aspetti ha dell’incredibile, ma per altri va scemando verso il baratro della noia. Campeggiano tra le vie cittadine striscioni con “faccioni” e scritte cubitali che più per esortare al voto sembra quasi che demarchino il territorio politico di competenza. Su internet, e in particolare su Facebook, si è provati a partire “bene” con una sana satira politica per sbeffeggiare singoli avversari o apparati partitici, ma anche per incidere direttamente sull’opinione pubblica.

Per prima c’è stato “La Nocella” con le sue vignette dissacranti, che spesso hanno fatto arrabbiare qualcuno ed ora non s i vede più. Così come anche il “Cocomero”, era partito bene, ma è “andato a male” appena siamo andati nel periodo “caldo” d ella campagna elettorale. Ma in questi ultimi periodi, fatte da parte le Audaci-VS-Veterani_2014vignette sarcastiche, a farla da padrone ci hanno pensato foto e video sul web. Abbiamo visto la denuncia degli “attacchini violenti” fatta da un candidato del Movimento 5 Stelle, passando per la denuncia di divieto di sosta per il camper pubblicitario della candidata del Centrosinistra, Loredana Raia; passando, poi, per la Fiat 500 portafortuna del tour elettorale del candidato della lista civica Prima Torre Prima, Filippo Colantonio, che si è fatto immortalare con altrettanti candidati alla poltrona di primo cittadino, in una sorta di foto souvenir. Molta campagna elettorale, comunque, si continua a fare alla vecchia maniera del “porta a porta”, dove, in alcuni casi ci sono contaminazioni di nuove metodologie legate ad internet: Facebook e Twitter su tutti. Ma tornando al succo della questione, i sette candidati a sindaco (Ciro Borriello, Loredana Raia, Alfonso Ascione, Filippo Colantonio, Ludovico D’Elia, Giandomenico Maglione e Michele Borriello) hanno mezzi e aspettative diverse per e dal voto del prossimo 25 maggio. Siamo un po’ nel genere “Davide contro Golia”, dove il gigante coincide, naturalmente, con la formidabile potenza di fuoco dei tre nomi noti per la corsa alla poltrona più importante di Palazzo Baronale: Ciro Borriello, Loredana Raia e Alfonso Ascione. E poi, via via, la creatività dissidente virale fatta dal “porta a porta” e via internet, degli altri quattro pretendenti alla fascia tricolore: Filippo Colantonio, Ludovico D’Elia, Giandomenico Maglione e Miche Borriello. In questo possiamo fare un ulteriore divers ificazione dove troviamo lo scontro quasi epico tra la nomenclatura forte d ella politica che s’imbatte nella ferocia dell’antipolitica. C’è la politica istituzionale che ha il volto dei vari Ciro Borriello, Loredana Raia e A lfonso Ascione. Poi, abbiamo l’antipolitica antisistem a al di fuori dalle istituzioni impersonata dai Cinque Stelle. Ad insinuarsi tra i due mondi elettorali, c’è l’antipolitica istituzionalizzata impersonata dal “faccione” simpatico di Filippo Colantonio che ha fatto una scelta che più coraggiosa non pote- va essere (per qualcuno anche matta: ma a noi i matti piacciono!). Poteva prendere due strade comode. Si poteva assicurare una rielezione facile al consiglio comunale facendosi candidare in una delle 21 liste presenti a questa tornata elettorale (22 compresa la sua lista Prima Torre Prima). Poteva anche collegare la sua lista ad uno dei candidati favoriti per la vittoria finale. Ma a lui, come se fosse un gerarca fascista degli anni ’20, la vita comoda non piace. E alla fine ha scelto l’istinto per lui. Né a destra né a sinistra, ma avanti per la sua strada che pure se la più difficile è quella più coerente per uno che si è battuto per azzerare gli estremismi e dare nuova linfa al corpo elettorale moderato della maggior anza dei cittadini torresi. E questa sua voglia sembra che nell’ultimo periodo abbia p reso più forza. Ma non solo, ha preso slancio, per criticare innanzitutto, ma anche, alla fin fine, come freccia in più nella faretra dei cittadini che non tollerano più certi candidati, più tosto che quegli altri. Insomma, fantasia come contropotere. “Davide contro Golia”, precisamente perché, alla fine, la cosa che più si ricorda che quella che sembrava una cosa impossibile si è avverata. Alla fine Davide ha battuto Golia. Ora, cari lettori, la parola, anzi il voto, passa a voi. Fatene buon uso.
Buon voto a tutti.

Come votarono i torresi alle scorse elezioni
Le preferenze e l’affluenza del duello Borriello VS Malinconico  
L’ultima tornata elettorale del 2012 ha visto in gioco quattro candidati sindaco: Aniello D’Alessio, Fortunato Sommella, Ciro Borriello e Gennaro Malinconico. I giochi sembravano di facile scommessa. O meglio, molti elettori erano sicuri su chi sarebbe stato il vincitore. Senza lasciare spazio a commenti, in una visione di par condicio, il giornale La Torre si limita soltanto a ricordare nel dettaglio quanti voti si aggiudicarono i suddetti candidati ed in che proporzione. Vincitore alle urne: Gennaro Malinconico, con ben 24.975 voti pari al 52.266%. Al secondo posto si piazzò Ciro Borriello, con ben 21.986 voti ed una percentuale leggermente sul 46%. Di meno rilievo furono i consensi ottenuti da D’Alessio e Sommella che incassarono, rispettivamente, 626 voti e 197 voti. Inutile dirlo, nella scorsa tornata elettorale la battaglia fu tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra. Una battaglia che, infine, si rivelò fruttuosa per il centrosinistra che, naturalmente, andò alla guida della città fino alle recenti dimissioni di Malinconico. Anche l’affluenza fu media: votarono il 68.69% degli elettori, di cui 23.781 maschi, 25.694 donne. Alle urne non si recarono 22.544 cittadini elettori. mariot

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 21 maggio 2014