Torre del Greco. “Donna Peppa” ha rinnovato l’ormai consueto appuntamento estivo, portando in scena la commedia “Giallo Napoletano”, liberamente ispirata ad un lavoro di Gaetano Di Maio.

L’ultimo week-end di giugno e il primo di luglio la compagnia si è esibita in un contesto insolito ed inedito : il cortile della storica Chiesa dell’Annunziata, complesso antichissimo edificato nel 1574 dai frati Cappuccini, su terreni concessi dalla Mensa Arcivescovile di Napoli. La Chiesa , come spesso accade, ha attraversato nel tempo varie vicissitudini, per poi essere restituita al culto e diventare parrocchia nel 1935.



Ma veniamo a “Giallo Napoletano”, anzi  in realtà un “giallo rosa”, dal momento che si ride a tutto spiano praticamente per quasi l’intera durata della commedia.

Come sempre Donna Peppa, capitanata dagli inossidabili Antonello Aprea e Teresa Di Rosa, ha accompagnato lo spettatore tra i quartieri di una Napoli povera  e avvezza all’ “arte di arrangiarsi”, ma lo ha fatto con la consueta vis comica e con l’obiettivo di far divertire la gente.

Obiettivo , manco a dirlo, centrato in pieno ancora una volta. E questo grazie alla vulcanica energia di tutti gli artisti, che non si sono risparmiati ed hanno  osato cimentarsi in un contesto logisticamente non proprio semplice e convenzionale ( come sarebbe quello di un edificio teatrale “canonico”).

“ Anche stavolta abbiamo voluto portare in scena una commedia popolare a prezzi popolari, proprio qui dove abbiamo pianto e avuto paura a causa del Covid…”, questo uno stralcio del breve discorso di Antonello Aprea , durante i ringraziamenti finali. Chiaro il riferimento al fatto che il complesso dell’Annunziata ha visto tanti cittadini torresi in fila per la somministrazione del vaccino anti Covid, fino a poco tempo fa.  Fortunatamente oggi, in questo stesso complesso, le persone sono tornate  a ridere di gusto, grazie a Donna Peppa.

Marika Galloro