Manifesto-Comitati-di-Quartiere-contro-Sindaco

NB: il manifesto è affisso in spazi non autorizzati, pertanto abusivo

Sembra che in città sia scoppiata la guerra dei manifesti. L’ultimo comparso in ordine di tempo, è quello a firma dell’associazione di volontariato, nonché coordinamento dei comitati di quartiere, “Crescere Insieme”. “Egregio sindaco – così inizia il manifesto – dopo circa due anni dall’insediamento della sua Amministrazione, e anche a seguito delle sue più volte ventilate dimissioni, riteniamo sia doveroso fare un analisi approfondita delle cose fatte e di quelle non fatte e quindi dei risultati raggiunti”.

E tra questi, “i punti dolenti vorremmo primeggiasse la classe dirigente”, ma non solo: si passa al ciclo della raccolta dei rifiuti e quindi: “registriamo su tutto il territorio una scarsa presenza degli operatori, i disservizi sono sotto gli occhi di tutti, le tanto bistrattate isole ecologiche sono diventate il polmone e il salvagente della raccolta rifiuti, consentono di mimetizzare e perfino nascondere una incapacità patologica, la raccolta differenziata è tornata ai minimi storici, basta verificare come i cittadini depositano i sacchetti”.
Si passa, poi, a parlare della Polizia Municipale: “Le responsabilità di chi organizza il servizio sono evidenti” e ancora “dimenticare le periferie e considerare ormai normale quello che dal codice è ritenuto anormale è la punta di un iceberg”, per puntualizzare che “da tempo il territorio è scarsamente presidiato e controllato e i piccoli soprusi ormai la fanno da padrone (auto in doppia a terza fila, occupazione indiscriminato di suolo pubblico, cibo e derrate alimentari esposte all’aria, eccetera) .

C’è anche il tempo dei consigli: “Un reale rilancio turistico del territorio si pianifica e si concerta con le categorie, progettando e sinergicamente si pianifica con (albergatori, ristoratori, Ascom, imprenditori e società civile). Poi si ritorna a “parlare” tu per tu con il primo cittadino: “Sindaco ma quali dei punti salienti del suo programma è stato attuato o quantomeno discusso?”, continuando “se è in salute e ci auguriamo che sia così e abbia ancora voglia di rispettare la volontà popolare ci dimostri con i fatti di cosa è capace, se invece nonostante il suo ottimo stato di salute non intende continuare” a prescindere dai motivi “abbandoni”. Per concludere: “Le addebitiamo gran parte dello sfascio , e ci consegni nelle mani di Dio e di un Commissario Prefettizio”.