Torre del Greco – “Non si può, non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, per inedia, perché questa è la vera violenza, è la violenza contro la persona, contro l’umanità”, queste le dure parole del cardinale Crescenzio Sepe all’omelia del funerale delle quattro vittime torresi del ponte Morandi.

Torre del Greco, una città lustrata a lutto con le saracinesche dei negozi abbassati, così si presenta davanti ai suoi “figli” Antonio Stanzione, Gerardo Esposito, Giovanni Battiloro e Matteo Bertonati; al ritorno dal loro ultimo fatidico viaggio.

Un funerale ricco di persone e di commozione, ma non solo. C’è tanta rabbia nell’aria. Rabbia di amici, conoscenti e soprattutto dei genitori di questi ragazzi verso uno Stato che non li ha saputo tutelare.

“Lo Stato non ha tutelato i suoi cittadini. Da domani quella legata alla morte di mio figlio sarà una battaglia per trovare i colpevoli della morte di Giovanni, dei suoi amici e di tutti i morti che non possono essere solo un numero”. Così Roberto Battiloro, padre di Giovanni, deceduto nel crollo del ponte a Genova insieme con i tre amici Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. “Mio figlio è stato ammazzato. Vittima di un destino beffardo ma anche di chi non ha pensato che su quel ponte potevano esserci dei figli di gente oggi disperata” ha aggiunto Battiloro.
All’esterno del casello di Torre del Greco nella notte è stato posto uno striscione (poi rimosso) nel quale si leggeva ”Antonio, Matteo, Giovanni e Gerardo… non è stato il fato ma lo Stato!”.

Scelta di non partecipare ai funerali di Stato per altre 16 vittime. Quelli di oggi, infatti, saranno funerali di Stato più che dimezzati: solo 18 vittime su 38 saranno celebrate nei locali della fiera di Genova.

Sarà l’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, a celebrare i funerali solenni, questa mattina, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente Sergio Mattarella. “E’ una scelta dei familiari ai quali va tutto il rispetto, e che certamente farà pensare chi di dovere”, ha detto il cardinale, commentando il fatto che solo 18 bare, meno della metà delle vittime, saranno benedette domani – oggi per chi legge, ndr – alla Fiera. Dal governo il commento del vicepremier Luigi Di Maio: “Non posso biasimare le famiglie che hanno scelto di celebrare i funerali nel proprio comune di appartenenza, anche in dissenso con uno Stato che invece di proteggere i loro figli, ha preferito per anni favorire i poteri forti”. C’è amarezza nelle parole del padre cappuccino, padre Mauro Brezzo, che dal 14 agosto non si è mosso dall’ospedale San Martino per portare conforto ai feriti e ai familiari delle vittime: “Sono pochi quelli che aderiscono ai funerali di Stato. Tanti non vogliono fare la passerella, e li capisco. Se invece di spendere i soldi per venire qui li avessero dati a questa povera gente, sarebbe stato meglio”. Don Massimiliano Moretti, parroco di Nostra Signora Assunta e S. Zita a Genova, spiega: “Credo ci sia una fortissima disaffezione verso la politica e questo è un campanello d’allarme forte e chiaro che deve arrivare ai nostri politici. E’ necessario che la politica riprenda in mano il governo del Paese, un Paese che soffre, e che si attrezzi a convergere sul bene comune, senza continuare a fare campagna elettorale”.




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