Pensieri liberi. Quelli che s’intendono di calcio hanno, da sempre, sostenuto questa tesi: basta avere in squadra un forte portiere ed un attaccante prolifero e i giochi sono fatti! Naturalmente, anche gli altri componenti il team devono essere di un certo livello, ma l’asse portante di ogni grande squadra è costituito dall’estremo difensore (ogni sua parata decisiva equivale ad un gol segnato) e da un micidiale, implacabile terminale offensivo. Nell’era De Laurentiis (basti ricordare Cavani ed Higuain), non sono mancati i “bomber” di razza, ma per il ruolo di portiere non possiamo esprimerci con lo stesso entusiasmo.

Sì, è vero a difendere la porta azzurra c’è stato per un lungo periodo ‘Pepe’ Reina, un grande ‘numero uno’, che però s’è distinto più per la non comune personalità, per il carisma, che per l’efficacia nel mantenere inviolata la sua rete… Ieri pomeriggio, al San Paolo, abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di quanto sia importante, fondamentale, avere tra i pali “un portiere che para”! Diciamoci la verità: i nostri attaccanti, tutti, non stanno attraversando un momento di forma eccezionale. Anche contro la Spal, c’è voluto il “golletto” di un difensore, Albiol, per togliere le castagne dal fuoco!

Poi, una lunga serie di occasioni non concretizzate, per mancanza di precisione nell’ultimo passaggio e per scarsa determinazione sotto porta. Aggiungiamo anche una notevole dose di sfortuna per completare un quadro offensivo non certamente esaltante. Per questo, siamo arrivati a fine partita potendo contare sul minimo vantaggio di una rete e la Spal, fiutata la possibilità di strappare al San Paolo un risultato clamoroso (Chievo docet!) s’è catapultata in avanti alla ricerca del possibile pareggio e le occasioni, per i ferraresi, non sono mancate… Proprio allo scadere del tempo, la più eclatante, su calcio d’angolo, ma Meret, il “ragazzino” ex di turno, ha detto di no!

Forse lui stesso si sta ancora chiedendo come abbia fatto ad evitare che entrasse nella sua rete quel pallone maligno, schizzato di testa in mischia da un avversario… Con quel mezzo miracolo il bravo Alex ha salvato contemporaneamente il risultato, mantenendo ancora un certo interesse per l’esito finale del campionato, e il Natale per tutti noi, tifosi partenopei. Il pareggio ci avrebbe ‘intossicato’ le feste e reso amari persino gli struffoli, la cassata e la pasta reale!
I numeri sono numeri… Nella loro freddezza e razionalità sono incontestabili. Il predominio della Juventus appare incontrastato. Si sperava che incontrando avversari, sulla carta, più forti (Torino e Roma), avesse potuto rallentare la sua marcia inarrestabile, e invece… Se esiste ancora un esiguo margine per non assegnare, con largo anticipo, il titolo ai bianconeri, bisogna ringraziare il Napoli. Dicevamo della freddezza e della incontestabilità dei dati numerici… Se eliminiamo, teoricamente, la squadra azzurra dalla classifica, la squadra più vicina – si fa per dire! – alla Juventus è l’Inter, lontana la bellezza di sedici punti!

Una distanza abissale che, se la memoria non c’inganna, non s’è mai registrata nel nostro campionato, quando mancano ancora due giornate alla fine del girone d’andata! il Napoli, allora, resta l’ultimo baluardo per tentare di contrastare lo strapotere di Cristiano Ronaldo e degli altri “cannibali” in maglia zebrata. Hanno ragione quelli che s’intendono di calcio: basta avere uno davanti che “la butta dentro” e un portiere-saracinesca e si può continuare a sperare. A Cagliari, è stato Milik, il coriaceo attaccante polacco giustamente osannato per questo, ad inventarsi la rete, a tempo quasi scaduto, che ci ha permesso di conquistare i tre punti. il giovane portiere azzurro, col suo straordinario ‘volo’ sul palo basso, sì è opposto, con decisione, al tentativo dei suoi ex compagni di strappare un risultato positivo a Fuorigrotta:.. Entrambi hanno voluto, con le loro prodezze, lanciare, a chiare lettere, un messaggio al campionato: per il Napoli, non è ancora giunto il momento di arrendersi, di alzare la “bandiera bianca”!
Ernesto Pucciarelli