Pensieri liberi – Alcuni filosofi del passato ritenevano che il numero fosse la misura di tutte le cose. Anche non volendo condividere pienamente la radicalità della suddetta affermazione, non possiamo negare, però, che i numeri contano, altroché se contano! Per esempio, se il Napoli avesse giocato la sua partita contro la Juventus, anche se sconfitto, oggi si ritroverebbe, senza la penalizzazione, con un punto in più in classifica, a stretto contatto di gomito con il Milan, che guida la graduatoria dopo queste prime cinque giornate di campionato.

E se, com’era più che prevedibile, visto il “momento no” della corazzata bianconera, a Torino, si fosse strappato un pareggio o, addirittura, fossimo rientrati dalla trasferta allo “Juventus Stadium” con un’entusiasmante vittoria? Al verificarsi di questa seconda ipotesi, sempre i numeri ci dicono che il Napoli si “pavoneggerebbe”, con quindici punti, saldamente primo in testa alla classifica (unica squadra ad aver vinto, sul campo, tutte le partite), e con la Juventus distaccata di ben nove lunghezze! E’ vero, siamo appena alla quinta giornata di campionato, ed i “sì” ed i “ma” lasciano il tempo che trovano, però…

Questo appena iniziato è un campionato anomalo, è stato rimarcato più volte. Contrariamente al recente passato, ad esempio, non sembra esserci una squadra in grado di prevalere nettamente sulle altre. Almeno quattro/cinque compagini, per qualità e quantità degli organici, possono legittimamente aspirare a lottare per la conquista del fregio tricolore, simbolo della supremazia calcistica nazionale. Tra queste, annovero anche il Napoli, pure se Gattuso nega questa possibilità, e fa bene.

E’ preferibile ‘viaggiare a fari spenti’, evitando così di suscitare eccessivi entusiasmi in un ambiente come quello partenopeo, facile ad esaltarsi, ma altrettanto pronto a deprimersi ai primi, inevitabili, momenti di calo di rendimento e di risultati. Però i “numeri” non si possono negare, sono lì, in tutta la loro evidenza. Sul campo, quattro vittorie su quattro incontri disputati, un attacco che si candida ad essere tra i primi della Serie A, ed una difesa che, sempre sul campo, ha incassato solo due reti! I soliti ‘disfattisti’ obietteranno: a parte l’Atalanta, le compagini sinora affrontate erano più che abbordabili. Giusto, più che giusto…

Ma la varietà delle trame di gioco esibite dagli azzurri, la loro determinazione nel voler perseguire il risultato, la netta sensazione di avere, finalmente, una squadra in grado di far fronte ad ogni possibile difficoltà, sono tutti elementi “oggettivi”, che prescindono dal valore e dalla forza degli avversari. E – continuano gli “scettici ad oltranza”! – la figuraccia all’esordio in Europa League, come la consideriamo?

A parte il fatto che una partita ‘storta’ può capitare, non è pensabile che l’atteggiamento negativo della squadra sia, inconsciamente, dipeso dalla scarsa considerazione per questa competizione, più volte rimarcata dallo stesso presidente De Laurentiis? Il tempo, eterno galantuomo, ci fornirà la risposta al suddetto interrogativo.
Ernesto Pucciarelli