Chiedo scusa ai lettori, ma oggi non mi va di parlare di calcio, lo sport che ci appassionna, ci coinvolge nel cosiddetto “tifo”, a volte induce ad azioni sconsiderate, al di fuori di ogni logica e razionalità… E’ importante, indubbiamente, il ‘pallone’, muove intere masse che si dirigono verso il luogo consacrato allo svolgimento delle attività pedatorie (lo stadio), coinvolge la nostra persona, la nostra sfera sentimentale…
Però, di fronte a qualcosa che mette in gioco addirittura la vita, tutto quello che riguarda il suddetto sport passa in secondo piano, si svilisce, finisce per contare come il due di coppe quando la briscola è a denari.
Ebbene questo “qualcosa” è accaduto ieri in quel di Firenze: Edoardo Bove, poco più che ventenne calciatore della Fiorentina, all’improvviso, s’è accasciato al suolo, ha perso conoscenza, anche se – fortunatamente – per pochi attimi, che non dovrebbero aver avuto nefaste conseguenze per la vita futura del ragazzo. La partita, senza alcun consulto tra i partecipanti, è stata subito sospesa dal direttore di gara e rimandata a data da destinarsi. Non è certamente la prima volta che succede e, purtroppo, ritengo, non sarà neppure l’ultima; non di rado i praticanti calciatori (non necessariamente “professionisti”, ma anche semplici dilettanti) hanno vissuto esperienze così drammatiche, con epiloghi ancora più tragici.
Ci chiediamo: com’è possibile che accada? Chi pratica lo sport, ancor di più se a livello professionistico, non si sottopone – periodicamente – a controlli che cerifichino l’idoneità allo svolgimento della sua attività? Evidentemente tali controlli non sono sufficienti, bisogna rivederli, renderli ancora più approfonditi, funzionali e rassicuranti. La vita, anche se fugace, effimera, non è un gioco, è un valore assoluto, per tutti, nella stessa misura.
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Concludo queste mie brevi considerazioni con un rapido riferimento, per onor di cronaca, al “calcio giocato”: il Napoli ha (meritatamente. per 1 a 0) vinto a Torino ed è ancora in testa alla classifica. Conte non fa praticare ai suoi un gioco spettacolare, ma fino a quando esso resta funzionale, pratico, redditizio, va bene così!
Ernesto Pucciarelli