Terzo ed ultimo appuntamento con gli pseudocereali, oggi scopriamo proprietà, benefici, controindicazioni e usi in cucina dell’amaranto. Come precedentemente descritto per il grano saraceno e per la quinoa, anche l’amaranto è naturalmente privo di glutine e, quindi, adatto alla dieta dei celiaci. Inoltre per il buon quantitativo in proteine è particolarmente apprezzato da chi segue un regime vegetariano o vegano. Ricco in fibre viene consigliato a chi soffre di stipsi in quanto agevola la peristalsi intestinale. Buono anche il contenuto di Sali minerali soprattutto ferro ma anche magnesio e fosforo. Presenta un elevato tenore in lisina, amminoacido che, di solito, è carente nei cereali e ha una buona digeribilità motivo che lo rende adatto per l’alimentazione di anziani e bambini.

Possibili controindicazioni: se ne sconsiglia il consumo a chi soffre di gotta, problemi a carico dei reni ed artrite reumatoide per la presenza di acido ossalico.

Come utilizzarlo in cucina: Sugli scaffali dei supermercati è sempre più facile trovare una vasta gamma di prodotti realizzati con questo pseudocereale: dalle farine ai biscotti per la prima colazione passando per sfiziosi snack salati. Per quanto riguarda i chicchi è opportuno lasciarli qualche ora in abbondante acqua fredda e successivamente risciacquare. L’amaranto può essere cotto in pentola a pressione per circa 30 minuti utilizzando una quantità di acqua tre volte superiore a quella dei chicchi. Una volta cotto va lasciato riposare per qualche minuto senza mescolare. Se volete cimentarvi in una ricetta gustosa a prova di chef vi consiglio di provarlo con i ceci e zucca a tocchetti per un piatto unico nutriente e proteico.
Dottoressa Elisabetta Casciello Biologa Nutrizionista
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