Oggi stiamo assistendo ad un fenomeno strano, l’attuale società della comunicazione immediata non fa nulla per evitare che i libri finiscano nella monnezza. Immagino le grandi autorità o tali depositari di cultura tipo insegnanti, presidi di scuola, sindaci, ministro e assessori alla cultura e tutti quanti altri che si professano e si riempiono la bocca in nome della cultura come operatori culturali con la puzza sotto al naso. Li senti dire dobbiamo riprenderci la cultura in modo roboante, nello stesso momento decine centinaia migliaia di libri smettono di esistere e muoiono. Nemmeno nei tempi più bui della storia, quando si bruciavano i libri, è successo ciò che ora avviene nelle città italiane: libri di ogni genere e gusto stanno perdendo la loro funzione di piccolo scrigno che in ogni casa occupava uno spazio anzi un volume. Chi li butta pensa: “l’importante che si riciclano nella carta e mette la coscienza a posto”.
Libri-ColoratiPurtroppo, per chi ama e vuole veramente la conoscenza e il sapere, questi atti stanno uccidendo la cultura rimuovendo il motore testimone della storia: il libro.
Nella nostra città sembra che pochi si siano accorti di questo fenomeno eppure esiste ed è anche in forte espansione.
Non perderò mai la voglia del sentire l’odore e il contatto con essi, siano un mattone o un libriccino: è questo l’urgente insegnamento da dare ai ragazzi ultimi “desperados” e volontari. Creando una rete con le autorità di cui sopra si potrebbe lanciare l’idea di “adotta un libro” e salvalo. Come? Iniziando su input di qualche solone addetto e deputato alla cultura, raccolti un duemila libri di ogni genere e depositati ad esempio nella Casa Comunale si ripartiranno dopo ai vari plessi scolastici della Città dove il responsabile consegnerà in affido e per sempre il povero libro nelle mani del malcapitato studente che alla fine dell’anno scolastico dovrà relazionare a chi di dovere sui contenuti e le sensazioni maturate nell’aver letto tutto il libro. Sempre per amore della cultura i responsabili prima della consegna per l’adozione del libro, contatteranno dei volontari telematici che forti della loro nuova scienza cableranno tutti i libri trasferendoli conservandoli su file: così per sempre il libro è salvo. Patrimonio di una umanità distratta.
Così facendo non si perderà l’abitudine della lettura dal libro che lega lettore ed autore.
Sembra una idea strana eppure una grande città come la nostra sarebbe presa ad esempio per una iniziativa nuova che darebbe forza e visibilità anche alle attuali generazioni scolastiche che al momento sembrano essere distratte e/o in balia dei telefonini.
Ah dimenticavo, logicamente l’iniziativa dovrà essere fatta a costo zero nel caso fosse sviluppata dagli addetti ai lavori come Uffici Cultura Comunali o Responsabili Scolastici della Cultura per sempre: solo così si scriverebbe un’altra grande pagina di vera cultura.
Giovanni Russo

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 30 marzo 2016