Chiesto risarcimento milionario dalla ditta che si occupava della raccolta rifiuti in città. Ricorso al Consiglio di Stato della ditta Ecologia Sa.Ba Srl per essere prosciolta dalle accuse di essere in odore di camorra e per essere risarcita dal Comune di Torre del Greco per i mancati guadagni a seguito della rescissione del Domenico-Maida-Consiglierecontratto dopo l’azione della Prefettura di Napoli. La richiesta per il risarcimento si aggira attorno ai 3 milioni di euro. Toccherà al Consiglio di Stato l’ultima parola sull’interdizione antimafia alla Ecologia Sa.Ba. S.r.l. di Ercolano dopo la decisione del Tribunale amministrativo regionale della Campania che, con una sentenza depositata in cancelleria a gennaio del 2011, aveva rigettato il ricorso della società che si opponeva all’esclusione dal servizio di raccolta di rifiuti in diversi comuni, tra cui Torre del Greco. La Saba aveva presentato il ricorso anche contro la Prefettura di Napoli (ufficio che aveva emanato inizialmente la nota interdittiva) e i comuni di Caserta, Marcianise, Torre del Greco, Arzano, Volla, Casalnuovo, Giugliano, Marigliano, Sant’Antimo ed contro la società ambientale Asia e tutte le aziende che avevano rilevato gli appalti: Ipi Impresa Pulizie Industriali srl (appaltatrice per Caserta), Ecologia Falzarano srl, Buttol srl, Igica spa, Enerambiente spa, Ecosistem srl e Esogest Ambiente srl.
La Saba aveva chiesto l’annullamento della nota con la quale la Prefettura aveva trasmesso ai Comuni l’informativa antimafia del 18 febbraio 2010 e degli atti con i quali le amministrazioni avevano azzerato i contratti di appalto di igiene urbana affidando il servizio ad altre imprese. Nel ricorso, inoltre, veniva contestata la penale del 10 per cento del valore del contratto in caso di risoluzione per il rilascio di una informativa antimafia successiva. Il tutto nasceva da un colloquio in carcere fra il boss di Torre del Greco, Giuseppe Falanga e la moglie nel corso del quale (sarebbe agli atti una registrazione) la donna sosteneva che il titolare della Saba le avrebbe confidato di aver subìto una richiesta estorsiva da un affiliato (poi ucciso in un agguato nel maggio del 2009). Circostanza che spinse i giudici a motivare che il collegio “non può che prendere atto di quanto riferito nella citata nota della Procura della Repubblica in ordine alla mancata definizione dell’indagine, senza poter entrare nel merito delle circostanze”.
Sull’argomento entra a gamba tesa il consigliere d’opposizione Domenico Maida: “La notizia appresa in queste ore della maxi richiesta di risarcimento per un ammontare di 3 milioni di euro a carico del Comune di Torre del Greco da parte della ex ditta Ecologia Sa.Ba. srl mi preoccupa particolarmente. Non vorrei – continua – che a distanza di anni la cosa possa ripetersi nuovamente con cifre totalmente diverse e soprattutto più elevate per la “storia infinita” di questi ultimi mesi che sono stati contraddistinti dalla risoluzione contrattuale dovuta all’annullamento definitivo dell’aggiudicazione della gara a carico della ditta EGO ECO srl: precisamente 21 mesi prima della naturale scadenza contrattuale. Qualora dovesse verificarsi una cosa analoga – chiosa Maida – il nostro Comune si troverebbe a dover fronteggiare una spesa che si aggirerebbe attorno ai circa 10 milioni di euro mandando in “default” il nostro Comune ma soprattutto la nostra città e i suoi cittadini. La situazione mi pare simile. Con i dovuti distinguo, se la memoria non mi gioca brutti scherzi anche allora, in seguito alla risoluzione contrattuale, subentrò la ditta di casa “Fratelli Balsamo”, proprio come adesso. In qualità di Consigliere comunale e Presidente della Commissione Trasparenza – conclude il rappresentante dell’Idv, Domenico Maida – l’ho detto e ribadito in più occasioni che la mia unica preoccupazione era ed è legata alla prassi amministrativa adottata che mi spaventa soprattutto dopo la notizia di oggi. E’ bene precisare che qualora la procedura avviata dall’Amministrazione Borriello dovesse rilevarsi illegittima il nostro Comune non sarebbe in grado di fronteggiare una richiesta di risarcimento milionaria: ciò significherebbe chiudere le porte del nostro Comune in quanto impossibilitati a pagare finanche la luce delle strutture comunali e gli stipendi dei dipendenti tutti.