Ennesimo successo per la Scuola di Teatro La Bazzarra, diretta da Gigi Di Luca, e per i suoi allievi che giovedì 12 e venerdì 13 febbraio si sono esibiti presso il Teatro Corallo nello spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare per le scuole elementari, medie e superiori di Torre del Greco.
La mattinata è iniziata con un’introduzione a cura di Gianmarco Cesario, noto critico teatrale shakesperiano nonché direttore del Corriere dello Spettacolo, che insieme al regista Gigi Di Luca ci ha parlato del Sogno-Notte-Mezza-Estate-LaBazzarra2015complesso e quanto mai straordinario mondo dei personaggi di Shakespeare, poi è proseguita con “Shakespeare Cafè” , la dimostrazione di quanto l’autore inglese e le sue tematiche siano fortemente contemporanee come dimostra questa breve ed originale messa in scena ambientata in un caffè con l’interpretazione degli allievi del V Corso della Scuola di Teatro poi si è conclusa con l’atteso spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate”, supportato da un analisi e dibattito finale.
Un fitto bosco di equivoci e malintesi, attori improvvisati, folletti dispettosi e creature magiche sono gli ingredienti ideali per una commedia divertente ma anche ricca di poesia e delicatezza.
Il notturno, le visioni, il sovrapporsi di atmosfere che precedono il sonno e la veglia, l’inquietudine, sono caratteristiche che attraversano l’opera e lo spettacolo e che permettono di fare un vero salto nel fantastico da un lato, un’incursione nelle ambigue immagini della mente umana dall’altro.
Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.
Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano quanto la vita degli uomini sia soggetta a mutamenti, si affannano in un folle girotondo e nel frattempo le fate, Oberon e Titania, si burlano di loro per soddisfare i propri capricci.
Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra il bello e il bestiale che vive in ognuno di noi e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell’uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere.
Particolarmente apprezzata l’idea registica di trasformare il gruppo dei “ comici “ in una compagnia dialettale napoletana così come aveva già intuito Shakespeare con una scrittura più colorata e quasi dialettale del testo da affidare a questo gruppo di saltimbanchi.
Il teatro per le scuole è sempre una scommessa vincente ed infatti tanti sono stati i consensi riscontrati nel pubblico, sopratutto per la leggerezza della regia e la bravura degli interpreti, giovani che con grande passione si dedicano al teatro che resta una forma d’arte di estrema importanza per la crescita della società civile.