Resterà allestita fino al primo marzo 2021, alla Cappella Palatina del Maschio Angioino di Napoli, la mostra d’arte fotografica di Assunta Saulle, “Luce 1”, che ha preso il via nei giorni scorsi.

L’esposizione a cura Carla Travierso, prodotta da Black Tarantella e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli sotto il matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, nasce da un’idea di Andrea Aragosa e si potrà visitare gratuitamente dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 17 fino al prossimo 1 marzo. In mostra 40 opere di diversa dimensione e formato tra fotografie, light box, stampe su plexiglass e fotoceramiche, che nascono dal desiderio di stravolgere l’opacità delle figure, di dominare la forma plastica e formulare un mondo in cui l’individuo esprime la sua libertà attraverso la possibilità di diventare luce. Affascinata dagli ideali della fotografia futurista, Assunta Saulle inizia la sua sperimentazione con l’idea di svincolarsi dalla costrizione prospettica della macchina fotografica, dalle regole estetiche prevalenti nella nostra attuale cultura, cercando nella fotografia una nuova indipendenza e il superamento della traccia già percorsa per raggiungere risultati intensamente emozionali ed onirici.

La mostra comprende diverse immagini che appaiono dinamiche e lasciano scorgere all’osservatore la traiettoria del gesto, attraverso gli echi luminescenti che colgono il soggetto al limite del dissolvimento completo della forma. L’obiettivo di queste opere è quello di analizzare la fugacità del tempo e di indagare la realtà oltre lo sguardo.

L’atto artistico si concentra soprattutto sulla preparazione del soggetto in movimento, infatti tutti gli scatti fotografici sono originali creati con tempi espositivi lunghi e non sono ritoccati successivamente. La fotodinamica della Saulle non è riproduzione ma azione, creazione, presupposti fondamentali per il rinnovamento continuo dell’arte che non ambisce necessariamente all’eternità ma che vuole essere riflessione per il presente.
La mostra resterà esposta alla Cappella Palatina fino all’1 marzo 2021

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