Dopo gli ingenti danni causati dalla mareggiata della scorsa notte lungo la passeggiata porto-scala , l’amministra
zione comunale, nello specifico l’assessore ai Lavori pubblici, dichiara che in 6 giorni tutto ritornerà come prima.

Nella notte tra lunedì e martedì una mareggiata ha quasi totalmente distrutto la passeggiata porto-scala , fiore all’occhiello dell’Amministrazione Borriello. La passeggiata ,realizzata attraverso i fondi della comunità europea, che collegava la zona della scala al porto corallino è stata spazzata via come gran parte delle aree circostanti. Le barriere frangiflutti sistemate a protezione dell’area della passeggiata non hanno retto alla forza del mare in burrasca, fortunatamente non si sono stati danne a persone. La passerella inaugurata a marzo dello scorso anno è stata completamente invasa dai detriti.  Già nelle scorse settimane sulla passeggiata a mare porto- scala si erano verificati dei problemi, infatti la zona era stata interessata da due crolli al costone lavico della passeggiata.

Ora dopo le polemiche sollevate dalle opposizioni (“Soldi buttati a mare”, aveva urlato il consigliere dell’Ncd Giovanni Palomba), l’amministrazione rappresentata dall’assessore ai Lavori pubblici, Luigi Mele, dichiara che “già sono iniziati i lavori di pulizia” e “cercheremo di metterci sei giorni, meno dei sette giorni promessi dal sindaco, per ridare alla cittadinanza una zona che dopo la sua riqualificazione ha avuto numerosi encomi dai torresi e non”. Ma non è tutto. “In queste ore – chiosa l’assessore di Forza Italia – stiamo consultando degli esperti per trovare delle soluzioni e rendere quella zona ancora più sicura”. E per coloro che hanno sollevato dubbi sulla possibilità di prevenire tali sciagure risponde: “Premettendo il fatto che, già da sola, la bonifica fatta in quell’area vale molto di più dei soldi spesi, voglio ricordare che i lavori realizzati sono stati possibili grazie ai finanziamenti di Piu Europa e abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare con i soldi a disposizione. Di più, economicamente, non era possibile fare”.