GLI AVVOCATI DEL DIAVOLO

Il rapporto tra politica e magistratura, nel nostro Paese, è da tempo caratterizzato da una profonda crisi. Da circa quindici anni, da quando, cioè, iniziò l’inchiesta "Mani pulite", ogni qual volta un esponente politico viene condannato per aver commesso un reato o, semplicemente, diviene oggetto di indagini, si scatena una polemica sul presunto uso strumentale della giustizia, quale mezzo per colpire i politici che la magistratura non gradirebbe; a ciò, poi, si aggiungono le riflessioni sull’uso disinvolto delle misure cautelari e, più in generale, sulla necessità di modifiche normative che determinino una più responsabile amministrazione della giustizia da parte dei magistrati. Discorsi del genere si sono sentiti anche in questi giorni, dopo il coinvolgimento in una grande inchiesta di numerosi esponenti dell’U.D.E.U.R., il partito dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, anch’egli oggetto di indagini assieme alla moglie Sandra Lonardo. Orbene, criticare la magistratura è assolutamente legittimo, così come chiedere che giudici e pubblici ministeri siano chiamati responsabili allorquando, nell’esercizio delle loro funzioni, commettono un errore; occorre prendere le distanze, tuttavia, dalle critiche strumentali, quelle, cioè, che appaiono dettate non tanto da un sentimento di giustizia, quanto dalla volontà di screditare, agli occhi dell’elettorato, i magistrati che indagano i politici, al solo fine di non far perdere a questi ultimi i voti necessari a proseguire la loro ‘carriera’ negli organismi di rappresentanza popolare. In modo particolare, poi, è più che giusto interrogarsi sul presunto abuso che viene fatto delle misure cautelari, ma perché la polemica esplode solo quando dette misure vengono applicate nei confronti di personaggi noti, ancor di più se facenti parte del mondo politico? Qual è l’attenzione riservata a coloro che, vittime d’ingiustizie, vedono le loro vicende passare sotto silenzio per il semplice fatto di essere ‘uomini qualunque’?
Giovanni e Alessandro Gentile




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