IL CONSUMATORRE

Poiché sono incessanti i reclami verbali, telefonici, epistolari o telematici per controversie relative a prodotti difettosi che si guastano entro poco tempo, specialmente elettrodomestici, ancora un volta ritorniamo sull’argomento per fornire alcune istruzioni di comportamento. Anzitutto è bene chiarire che responsabile del
guasto è soltanto il venditore, non il produttore, ai sensi della normativa dettata dal Codice del Consumo. A tal fine, quindi, bisogna conservare lo scontrino d’acquisto. Se il consumatore, invece, chiede il rilascio della fattura, fornendo la partita Iva, non ha più diritto alla garanzia europea prevista dal suddetto decreto legislativo
ma a quella, più limitata, prevista dagli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile. Va poi ricordato che se il guasto si verifica o si scopre entro i sei mesi dall’acquisto, il consumatore non deve dimostrare che non è dovuto a cattivo uso del prodotto ma, in ogni caso, deve denunziare il guasto al venditore entro due mesi dalla
scoperta. La denuncia va fatta a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno e non per telefono. A questo punto il venditore ha diverse alternative, consentite dalla legge. Se il guasto è lieve e riparabile entro un congruo tempo, ossia rapidamente, il consumatore è obbligato ad accettare la riparazione, in genere presso un centro specializzato, a cura e spese del venditore, Se, invece, la riparazione non può avvenire in tempi brevi o la stessa si presenta particolarmente complicata, il consumatore ha diritto alla immediata sostituzione del prodotto. Spesso accade, però, che il venditore richiede il rimborso delle spese sostenute per l’invio del prodotto al centro specializzato o non dispone di altro prodotto analogo a quello venduto e, quindi, offre al consumatore un
“buono” da utilizzare in tempi brevi. Ebbene sapere che questa prassi non è assolutamente consentita dal Codice del Consumo (a meno che non venga accettata dal consumatore). La normativa vigente, infatti prevede che in tal caso il consumatore ha diritto alla immediata risoluzione del contratto di acquisto, con il rimborso
integrale di tutto quanto versato.
Pres. Antonio Cardella
Uni. Naz. Consumatori TdG
 
Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 6 aprile 2011




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