GLI AVVOCATI DEL DIAVOLO

(a) Torre del Greco – Le elezioni regionali appena tenutesi hanno visto, in Campania, la novità della “preferenza di genere”, finalizzata ad aumentare il numero delle donne in seno ad un importante organismo di rappresentanza popolare quale il consiglio regionale. Si sa, infatti, che in Italia le assisi popolari vedono una netta prevalenza degli uomini sulle donne; da qui una serie di iniziative (“quote rosa” ecc.) nell’ambito delle quali si colloca anche la norma della legge elettorale campana che impone, appunto, in caso di doppia preferenza, di scegliere un candidato di sesso maschile e uno di sesso femminile. Senza soffermarci su quelli che sono stati, in questa tornata elettorale,  risultati pratici di tale opzione legislativa, occorre osservare che le iniziative finalizzate a diversificare la composizione degli organi di rappresentanza popolare, incrementando il numero delle donne in seno agli
stessi, sono, dal punto di vista dell’obiettivo perseguito, senz’altro lodevoli, considerato l’importante contributo che le donne sono in grado di apportare al dibattito politico, sia nazionale che locale; quel che lascia perplessi,
tuttavia, è il modo attraverso il quale si vuole giungere ad un’affermazione della presenza femminile in politica:
imponendo, cioè, con legge, la scelta di una donna. E’vero, infatti, che gli elettori non sono tenuti ad esprimere la doppia preferenza; è anche vero, però, che, laddove l’elettore intenda esercitare il suo diritto di scegliere due candidati, di fatto è obbligato a diversificare per genere (maschile o femminile) le sue preferenze, vedendo, così, coartata la sua libertà di voto. Avanziamo, dunque, dubbi sulla costituzionalità di questa norma, che, ripetiamo, è senz’altro ispirata da una finalità giusta e condivisibile, che, tuttavia, sarebbe opportuno perseguire con altre modalità (occorre una rivoluzione culturale), che consentano di “proporre” e non di “imporre” la donna, salvaguardando la libertà di voto dei citta.
Alessandro e Giovanni
Gentile
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 31 marzo 2010




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