A sventare la minaccia che il corallo venga inserito nel CITES sono Mauro Ascione, Gioia De Simone e l’Assocoral presieduta da Ciro Condito

Torre del Greco – America contro Torre del Greco. E’ proprio così, l’America vuole distruggere la tradizione torrese, vuole annullare il nostro primato, riconosciuto in tutto il mondo, vuole far morire il binomio Torre del Greco – corallo.
Come? Sostenendo, in maniera del tutto falsa e non veritiera, che il corallo è a rischio estinzione, facendolo entrare di fatto nel CITES (allegato II). Non ne vuole vietare la commercializzazione bensì vuole avviare una sorta di processo di burocratizzazione con l’emissione di una serie di certificati, procurandosi così il controllo sull’oro rosso. Con questi moventi, ha inizio una campagna di diffamazione contro il corallo. A tal proposito, Tiffany Foundation fa disinformazione, coinvolgendo la politica e l’opinione pubblica, e finanzia l’associazione ambientalista Sea Web: “Too precious to wear” cioè “troppo prezioso per essere indossato”, è lo slogan utilizzato nelle sua campagne pubblicitarie.
Riteniamo che sia solo un’ottima operazione di marketing e di pubblicità. Gli Americani sostengono che le barriere coralline stanno scomparendo a causa della pesca selvaggia del corallo: niente di più falso.
A sostenere l’infondata la tesi degli americani è un giornalista italiano, Cianciullo, che pubblica un articolo per il quotidiano La Repubblica senza verificare che la notizia sia attendibile e senza prevedere alcun contraddittorio. Gli americani e lo stesso giornalista Cianciullo, disinformati, non sanno che il corallo delle barriere coralline non è lavorabile ed in italiano si chiama madrepora; a tutela del corallo già dal 1994 l’Europa ha bandito la pesca con reti a strascico, pertanto si applica già una pesca selettiva; la causa principale della riduzione drastica delle barriere coralline è dei gas nocivi rilasciati nell’atmosfera e l’America ne ha gran colpa. Inoltre, va ricordato che Tiffany commercia con i diamanti la cui estrazione dalla crosta terrestre è causa di un impatto ambientale di enorme entità.
In prima linea, a sventare la minaccia che il corallo venga inserito nel CITES sono Mauro Ascione, Gioia De Simone e l’Assocoral presieduta da Ciro Condito. A sostenere che il corallo non è a rischio estinzione sono biologi di fama mondiale. Se l’America dovesse averla vinta le conseguenze sarebbero gravissime e seriamente preoccupanti: innalzamento del prezzo dell’oro rosso; difficoltà nella commercializzazione e, di conseguenza, 5.000 addetti rischierebbero il posto di lavoro. In poche parole: morirebbe un’eccellenza italiana, una tradizione targata Torre del Greco.
Cosa fare? Unica la risposta: lottare e stare uniti, l’individualismo è causa di tanti mali.
E la politica? A tutti i livelli resta a guardare, ecco perché La Torre da anni sostiene che Torre del Greco deve essere rappresentata da energie nuove, da volti nuovi.
E’ il caso di ricordarlo nuovamente: alle prossime elezioni… votiamo con coscienza.

Antonio Civitillo

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