Primo fine settimana di repliche per “Cu ‘A Luna Mbriacata ‘E Vino, Ascette Prena Carmelina”, due atti  portati in scena dal Teatro di Donna Peppa, sotto la regia di Antonello Aprea, presso il cortile di Villa San Gennariello, a Torre del Greco. La commedia è ispirata al lavoro teatrale “Nu bambeniello e tre San Giuseppe”, scritta da Gaetano Di Maio e da Nino Masiello e rappresentata per la prima volta nel 1981 dalla Compagnia Stabile di Luisa Conte, con la stessa artista in coppia con Nino Taranto.

Fedele all’appuntamento estivo col pubblico, Aprea e il suo gruppo hanno regalato oltre tre ore di spensieratezza e ilarità, con gag e situazioni comiche fonti di puro divertimento.

La commedia è ambientata in un piccolo paesino alle porte di Napoli, dove Carmelina (Virginia Formisano), spinta dalla madre Lionora (Teresa di Rosa) ma non dal padre Pasquale (Antonello Aprea), per sfuggire alla ristretta mentalità provinciale, accetta di recarsi a Roma, dove però si ritroverà a girare un volgare filmetto, in contrasto con i suoi sogni e le sue aspettative. Da qui un turbinio di situazioni divertentissime, che, però, celano un risvolto amaro : la ragazza verrà etichettata dai suoi compaesani come “svergognata e donna dai facili costumi”. A complicare la vita alla giovane un evento inaspettato si sovrappone alla già incresciosa situazione : scopre di essere incinta, ma è ignota l’identità del padre del nascituro. I “candidati” potrebbero essere il contadinotto Liopoldo (Michele Langella), Nicolino, strampalato venditore di uccelli ( Antonio Quartuccio), l’avv.Pianese (Giuseppe Giordano) o il vero fidanzato della ragazza, Giovannino ( Raffaele Garofalo), emigrato in Germania per guadagnarsi da vivere.

Ciò che nella commedia suscita l’ilarità dello spettatore è, nel contempo, anche ciò che innesca la riflessione su di un grande nemico del vivere civile : il pregiudizio. Nel riadattamento di Aprea e nella bella prova attoriale della sua compagnia questo spunto emerge con grande chiarezza, come del resto anche in altri lavori del Teatro di Donna Peppa. Il pregiudizio non è, purtroppo, appannaggio solo di arretrati paesetti della nostra provincia di qualche decennio fa, rimanendo ancora protagonista della società odierna, magari in forme diverse e apparentemente più “tecnologiche”, ma pur sempre deleterio e difficile da sradicare.

Si replica il 6 e il 7 luglio alle 20.30, sempre a Villa San Gennariello.

Marika Galloro