Polemica abbonamenti e nervi tesi, in Puglia la Turris dovrà dimostrare di essere squadra vera

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – Evaporata a Pianura, la Turris mette da parte le forti polemiche settimanali e batte il Sant’Antonio Abate. Un successo che serviva come il pane all’ambiente corallino per spazzare ombre e primi sintomi di depressione, con un ambiente che – dopo la
brillante prestazione di Matera – sperava in un diverso inizio di campionato. In più, i tre punti contro gli abatesi
– che rimangono ancora alla guida della classifica – son serviti a presidente e allenatore per mettere un pò
di cose in chiaro. Rosario Gaglione, in sala stampa, che esorta giornalisti ad usare guanti più vellutati nei confronti dei calciatori, soprattutto quelli più giovani. Ed Emilio Longo, che dopo le critiche piovutegli addosso
all’indomani della debacle patita al “Simpatia”, ha una volta e per tutte chiarito che il 4-3-3 rimane il suo
modulo, e segnare un gol in più agli avversari, sciorinando magari anche un bel gioco, resta il suo credo tattico. Non c’è quindi gloria per i difensivisti, o per coloro che avrebbero preferito una Turris più accorta almeno in mezzo al campo. Sarà così anche in quel di Bitonto, dove ci si aspetta ancora lo schema col trio d’attacco e centrocampo a tre. Nemmeno l’assenza dello squalificato Giulio Russo convincerà l’ex allenatore della Gelbison Cilento a cambiare modulo. In Puglia, due le possibili alternative: Vitale terminale offensivo, con D’Ambrosio e Baratto ai lati, oppure il giovanissimo Savino prima punta con Vitale e Baratto a pungere sugli
esterni e pronti a tagliare verso l’area di rigore. A prescindere dagli uomini, Longo sa benissimo che tornare da Bitonto senza i tre punti equivarrebbe ad un vero e proprio flop: primo, perché i neroverdi sono partiti in
forte ritardo, allestendo una squadra che punta dichiaratamente alla salvezza e che, almeno sulla carta, rimane di gran lunga inferiore alla Turris; secondo, perché i corallini hanno ora l’obbligo di inalennare un filotto di risultati importanti che la possano stabilmente posizionare nella prima metà della classifica. Un obiettivo per il quale la Turris pare abbia tutte le carte in regola, pur non avendo il mercato – fatta eccezione per il quarantenne
Baratto – registrato alcun movimento in entrata. E dire che, visto il livello non troppo eccelso di questo campionato, e data l’assenza di una vera e propria corazzata – il Pianura ha steccato ancora una volta – forse
con qualche ritocco in linea mediana e una più accurata ricerca degli under, la Turris avrebbe potuto dire
la sua anche in chiave promozione. Ambizioni, considerazioni, che hanno però trovato risposte nel famoso dopo gara di domenica scorsa: “Sono solo alla guida della Turris, e con 6.000 euro di abbonamenti non
andiamo da nessuna parte. Al massimo, riusciamo a pagare due trasferte. La serie D, ora come ora, rappresenta un lusso per questa città”. Le parole di Rosario Gaglione suonano come un campanello d’allarme. Per chi ancora ci crede, meglio iniziare a sperare per l’anno prossimo, che di questo passo chissà se, e soprattutto come, si andrà avanti.

Nino Aromino

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 23 settembre 2009