L’onta del sospetto di elezioni viziate era già sufficiente per far finire sin dalla nascita quest’esperienza amministrativa. Sarebbe stato un gesto dovuto e di amore verso le istituzioni e la democrazia. La mozione di sfiducia, da noi presentata nell’ormai lontana primavera del 2019, a seguito delle misure cautelari scattate con le indagini del filone “voto di scambio”, non scalfì l’animo di nessuno della maggioranza, né tantomeno del primo cittadino. Nessuno rabbrividì nel leggere che il pm definiva il tutto un “indecoroso mercimonio”.

Il diffuso malcontento cittadino, le condizioni precarie di igiene urbana, il rischio di inquinamento ambientale, le criticità dell’ufficio anagrafe, l’immobilismo di quello urbanistico, la mancanza di prospettiva e di fiducia nel futuro, non sono stati elementi capaci di smuovere le coscienze e di far maturare l’idea di porre fine al tutto e ridare voce ai cittadini. A nulla è servito il nostro appello, lanciato ad inizio anno, nel pieno del rimpasto, col quale invitavamo i colleghi consiglieri ad abbandonare la nave e non continuare a restare inermi nel vederla affondare, portando con sé le sorti dei nostri concittadini. Abbiamo esortato tutte le forze politiche, presenti e assenti nell’emiciclo, i comitati di quartieri, le associazioni, i centri di interesse politico ed economico cittadino a recitare ognuno la propria parte, nel solo interesse cittadino, quello di poter sperare di avere una guida diversa, individuata in maniera legittima e trasparente.

Tutti i nostri tentativi sono rimbalzati su un muro di gomma. Le prebende, scientificamente elargite dal nostro Sindaco, sono una ghiottoneria per la squadra di amministratori, privi di identità politica e visione ambiziosa della città. I progetti estemporanei e fini a se stessi che hanno visto l’impiego di milioni di euro, sono per loro speranza di voto futuro, ancora convinti che la politica sia una giostra a gettoni. Ne facciano tesoro i nostri concittadini, quando prima o poi saranno chiamati a decidere le future sorti cittadine. Nella matita risiede il potere delle scelte.

Oggi siamo dinanzi all’ultima chance utile. Fra due mesi si andrà alle urne in diverse città d’Italia e porre fine oggi a quest’amministrazione darebbe l’opportunità anche a Torre del Greco di esprimersi nuovamente. Per coltivare questo sogno è necessario dimettersi entro e non oltre il 28 luglio 2021.
Servono 13 dimissionari, non basta solo la nostra volontà. Le nostre sole dimissioni sic et simpliciter significherebbe solo spegnere un’altra voce di controllo ed opposizione.

Quest’amministrazione ha profondamente deluso ed è doveroso un atto di coscienza, poi ognuno per la sua strada. Nel bene della comunità torrese, invitiamo in occasione della seduta di Consiglio Comunale, convocata per le ore 18:00 del 28.07.2021, di disertare il consesso ed optare per le dimissioni. L’invito è per le ore 18:00 a Piazza Santa Croce.
Ascolta il consiglio, diserta il Consiglio. ELEZIONI IMMEDIATE.