Dimissioni sindaco. Indietro tutta! Per la cittadinanza torrese e non solo Borriello potrebbe ripensarci e ritirare le dimissioni visto che gran parte dell’opposizione e l’intera maggioranza (compresi i fantomatici dissidenti) vogliono che resti. Il fatto che lo stesso Ciro Borriello non abbia né confermato, né smentito la notizia, rinviando il tutto allo scadere del 20esimo giorno utile per ritirare le dimissioni (il 17 agosto), dimostra che Prima_nr2-2014-Poltrona-doratanon si tratta di un’invenzione. È più probabile che il sindaco dimissionario voglia valutare le reazioni a un possibile passo in avanti… È un Ciro Borriello molto tranquillo, quello visto il giorno dopo il consiglio delle dimissioni. “La mia giornata – racconta – è iniziata normalmente come tutti i giorni. Sono andato in clinica ad operare (Borriello è chirurgo presso una clinica privata torrese)”. La sua voce è più stanca che delusa. “Quello che è successo in consiglio lo avevo già preventivato. Non sono rimasto sorpreso. Nei giorni scorsi c’erano stati messaggi inequivocabili dai cosiddetti dissidenti (i consiglieri di maggioranza Annalaura Guarino, Cinzia Mirabella, Antonio Trieste , Luigi Caldarola e Stefano Abilitato hanno portato a lungo avanti un braccio di ferro con il sindaco per un mini rimpasto di governo). A qualcuno che dice che la scelta fatta dai 5 è perché lui ha inteso il suo ruolo di sindaco come un padre padrone, un despota, Borriello ribatte: “Se il dialogo è mancato è stato solo per colpa loro”. E per quanto riguarda la voce che è circolata insistentemente già subito dopo la presentazione delle dimissioni di un possibile dietrofront spiega: “Se ci dovesse essere un mandato a sindaco con una fiducia incondizionata, perché no. Diversamente sarebbe più corretto e onesto ammettere che ho fallito. Ovviamente mi dispiacerebbe per la città, che alla fine è l’unica a pagare per tutti”. Ma una maggioranza alternativa è possibile. Sembra una strada percorribile e già durante l’ultimo consiglio comunale si è cercato di aprire ad alcuni esponenti delle opposizioni, come Alfonso Ascione. Lo stesso Ciro Borriello non lo nega. “Prima di rendere irrevocabili le mie dimissioni ho il dovere morale di provare qualsiasi soluzione per portare avanti il mio programma di governo”. Ma dai dissidenti, per il momento, non sembrano arrivare segnali distensivi. “Venire a conoscenza degli atti soltanto dopo essere stati licenziati – scrivono in una nota congiunta i dissidenti – non ci consente di lavorare al meglio per la nostra città. Non possiamo permetterci il lusso di partecipare passivamente alla vita politica, ma abbiamo il dovere di dare il nostro contributo, sempre, portando avanti proposte e soluzioni nate dal confronto con i cittadini. Non saremo mai consiglieri “yes man” – sottolineano – che entrano in consiglio comunale soltanto per alzare la mano, ma vogliamo e soprattutto dobbiamo essere menti pensanti e collaborative. Se non ci è concesso questo, il consiglio comunale non ha ragione di esistere”, terminano lapidari i dissidenti. Dal fronte opposto a parlare è Clelia Gorga del Pd che rilancia: “Esperienza fallimentare. Spero che non si tratti del solito bluff della vecchia politica”. “Il sindaco Borriello mantenga le sue dimissioni e vada a casa. Già troppi guasti dalla sua amministrazione”. Anche lei, come i torresi, parla di finte dimissioni. “No ai giochetti sulla pelle dei torresi. Il sindaco confermi le dimissioni e lasci palazzo Baronale per il bene di tutti. Se, invece, come crediamo si tratta delle solite dimissioni bluff, la pratica più vecchia della vecchia politica, fatte per iniziare le trattative sottobanco, allora – conclude la rappresentante del Pd – si perpetuerà la vergogna di un’amministrazione inefficiente che prende in giro i cittadini che l’hanno votata e quelli che, non avendola votata, né subiscono i guasti”.
Alan