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Pompei – Avremo un’app da scaricare sullo smartphone e un bracciale al polso, che ci consentirà di muoverci in sicurezza, ma che nello stesso tempo, geolocalizzandoci, impedirà comportamenti avventati o scorretti.

E sulla nostra testa voleranno droni di ultima generazione, per un controllo assoluto del vasto territorio scoperto della città antica e pure delle zone non scavate, da sempre a rischio “tombaroli”. Fatte salve le limitazioni necessarie alla salute di tutti, tornare a Pompei, dalla fine di maggio in poi, potrà essere un’esperienza nuova e ugualmente appagante. Anzi, per certi versi addirittura inedita. In attesa come tutti delle linee guida del ministero della Salute, il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna anticipa in esclusiva, in una conversazione con l’ANSA, il progetto che ormai da diverse settimane si sta mettendo a punto per la riapertura. E che, per salvare il sapore dell’esperienza culturale e archeologica, punta molto sulla tecnologia. “Come tutti siamo in attesa delle indicazioni che arriveranno dal ministero, ma ci stiamo organizzando” spiega Osanna.

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