Sgomberata area della Stazione ferroviaria di Torre del Greco (a ridosso dell’area portuale) occupata per tre giorni dai centro sociali. “Dopo appena tre giorni di apertura del campo popolare Davide Cesare, vicino alla stazione di Trenitalia di Torre del Greco, durante i lavori di bonifica e recupero dello spazio dal basso, le FS-Area-Somberata-Ragazzi-Giocano-2015forze del disordine ci hanno presentato il conto, sgomberando la struttura e negando l’accesso ai tanti ragazzi che volevano giocare a calcio”, questo è quello che si legge in un comunicato firmato “ANTIFA VESUVIO”.
“In pochi giorni di riappropriazione – si continua a leggere nel documento – il campo liberato si era iniziato a segnalare per una messa in pratica di sport tra ragazzi di tutte le età, tornei antirazzisti, proiezioni di documentari ed erano in programma numerose iniziative che con l’avvio della settimana sarebbero state programmate con tutti i ragazzi che vivono il luogo”. Ricordiamo che da più di un anno e mezzo è chiusa la tratta che passa da San Giovanni a Torre Annunziata a causa di un contenzioso tra pubblico e privato in seguito al crollo sui binari della storica Villa d’Elboeuf a Portici. Questa vicenda porta alla mente quella di alcuni mesi fa, precisamente era il 25 aprile dell’anno scorso quando un gruppo di anti-fascisti vesuviani occuparono l’ex sementificio nel quartiere di Lava Troia a Torre del Greco. La struttura, abbandonata al degrado per ben 5 anni, fu acquistata dal Comune durante la prima sindacatura di Ciro Borriello per la cifra di 2,2 milioni di euro. L’immobile, piuttosto vasto, necessitava e necessita ancora oggi di importanti lavori di riqualificazione. Come riporta una targa, l’opificio risalirebbe al 1911 ed è la sua architettura sarebbe di stile Liberty. Decine di persone il 25 aprile del 2014 entrarono e cominciarono, a loro dire, a “recuperare lo spazio abbandonato ripulendola, insieme agli altri abitanti del territorio, con una funzione di autogestione sociale”. Nello stesso pomeriggio dell’occupazione intervennero i vigili urbani e i carabinieri della locale compagnia per identificare alcuni dei presenti. Poi, alcuni mesi dopo arrivò anche l’ordinanza di sgombero firmata dall’allora commissario straordinario della città corallina, il prefetto Pasquale Manzo, che impose lo sgombero dell’ex cementificio di via Lava Troia. Ad essere raggiunte dall’ordinanza 12 persone che furono accusati di occupazione abusiva d’immobile comunale.