Il numero dei morti dopo avere ricevuto il vaccino Covid è raddoppiato nell’arco di un mese. A riportare, ieri, il dato è stato il quotidiano “La Verità” che ha menzionato i dati e le statistiche contenuti nel rapporto numero 8 dell’AIFA in materia di farmacovigilanza. Il rapporto evidenzia come le dosi somministrate nell’ultimo mese siano scese a circa 10,5 milioni contro i 16 milioni medi di ciascuno degli ultimi tre mesi e come il tasso delle segnalazioni (casi per 100mila dosi) di eventi avversi si consolidi a 119 eventi (128 nel precedente rapporto) e quello delle segnalazioni di casi gravi si attesti a 13 (16 nel precedente rapporto).

Inoltre, il tasso delle segnalazioni con decesso è pari a 0,73 (contro 0,75 del precedente rapporto). Non solo: il tasso di segnalazione degli eventi avversi gravi aumenta da 12 a 17 (da 49 a 67 le segnalazioni complessive) e le segnalazioni con decessi aumentano da 498 a 555, di cui quelle valutate dall’algoritmo passano da 294 a 396, e ben 7 di queste 102 nuove valutazioni purtroppo si sono concluse trovando un nesso di causalità tra decesso e vaccino. “In altre parole – come si legge nell’articolo – se, fino al 26 luglio, solo il 2,4% (7 casi) delle segnalazioni di decesso valutate con l’algoritmo era ritenuto correlabile, ora, in sole 4 settimane, si aggiungono 7 casi su 102, cioè circa il 7%, portando il totale delle 14 vittime certamente correlabili ad essere pari al 3,5% delle segnalazioni con decesso valutate. Beninteso, siamo sempre nell’ordine di circa 2 decessi per 10 milioni di dosi somministrate, ma il picco appare evidente”.

Sempre “La Verità” evidenzia ancora un aumento delle segnalazioni ancora “La Verità”, età 20-29 e 30-39 anni, pari rispettivamente a un tasso di 293 e 367 segnalazioni, quasi il triplo del tasso medio di tutti i vaccinati.

Infine, “La Verità” giunge a una conclusione: tali dati “dovrebbero invitare ad una riflessione sulla scelta di puntare sui vaccini come ‘unica e definitiva‘ soluzione, scelta purtroppo smentita dai dati. Il bilanciamento tra diritto del singolo e interesse della collettività, che è l’architrave dell’articolo 32 della Costituzione, non può non tenere conto della parziale fallacia del vaccino e della disponibilità e praticabilità di soluzioni alternative”.