Crac Deiulemar. Tutto pronto per la manifestazione degli obbligazionisti del 27 gennaio. Alle ore 10 appuntamento nel piazzale antistante il piazzale della parrocchia del Buonconsiglio, zona Leopardi, di Torre del Greco, per procedere, poi, per via Nazionale fino al Tribunale di Torre Annunziata. Per arrivare fino a qui ci sono stati numerosi ripensamenti a seguito di polemiche. Infatti, il penultimo avviso diramato dal gruppo Deiulemar-Navedegli obbligazionisti “Legalità e Trasparenza” recitava che “alle ore 15.30 si terrà una grande manifestazione degli obbligazionisti con partenza da piazza Santa Croce proseguendo per via Salvator Noto, via Roma, via Vittorio Veneto, via Marconi e terminerà in via Delle Mimose, altezza villa dei Della Gatta. Siamo invitati tutti a partecipare compatti dimostrando che noi non molleremo mai”, era la chiusura dell’avviso. Però, ci sono stati tantissimi mugugni dato che, in un primo momento, a seguito di una riunione degli irriducibili obbligazionisti Deiulemar, si erano disposte le basi per una nuova manifestazione, da organizzare, per l’appunto, per il 27 di gennaio. Doveva essere una manifestazione per porre tante domande ai giudici del tribunale oplontino. La partenza era inizialmente prevista dal piazzale della parrocchia del Buonconsiglio, zona Leopardi, di Torre del Greco, dove il corteo promosso dagli obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione, vittime di un fallimento che ha volatilizzato circa 800 milioni di euro in titoli e che ha coinvolto circa 13mila risparmiatori; doveva proseguire fino al Tribunale di Torre Annunziata. Poi, il cambio, scegliendo il percorso che dal centro portava alle abitazioni dei fratelli Della Gatta, ma come dicevamo, molti obbligazionisti non hanno preso bene questa decisioni, ritenuta “inutile”. Così, dopo un’ulteriore riunione la scelta di cambiare nuovamente il percorso di martedì 27 gennaio. “Gli obbligazionisti chiedono – recita il nuovo manifesto – che venga ripristinato il comitato dei creditori non con tre, ma con cinque rappresentanti, in modo da essere maggiormente tutelati ed informati e, soprattutto, per qualifica e quantità del credito”.
Uno degli ultimi cortei promosso dal popolo degli obbligazionisti, svolto a novembre scorso, aveva creato un mare di polemiche. Infatti, il tutto era nato fuori dalle aule di tribunale dove sono stati sempre presenti un folto numero di obbligazionisti. E proprio in uno di questi appuntamenti, tra le varie cose, gli investitori avevano rilanciato l’idea di uno sciopero: un grande sciopero in città in cui sono stati chiamati a partecipare professionisti, esercenti e comuni cittadini, tutti coinvolti, direttamente o indirettamente, dal fallimento della società armatrice corallina.
“Organizziamoci per uno sciopero generale torrese – diceva un obbligazionista di nome Pietro -, coinvolgendo scuole, comitato ospedale Maresca, utenti Gori partite pregresse, comitati di quartiere, truffati Deiulemar”
“La manifestazione – chiosava invece un altro investitore Deiulemar – deve servire a far rinascere Torre del Greco moralmente e materialmente in tutti i settori”. La manifestazione si era svolta toccando vari punti della città e facendo sentire forte il grido di disperazione di migliaia di persone che sono state vittime di un fallimento che ha volatilizzato circa 800 milioni di euro.