Crac Deiulemar. Si è svolto ieri con partenza alle 16 dalla villa comunale di Torre del Greco un corteo promosso dagli obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione, vittime di un fallimento che ha volatilizzato circa 800 milioni di euro in titoli e che ha coinvolto circa 13mila risparmiatori. Ma il corteo di ieri, Deiulemar-Naveprima di partire, ha creato un mare di polemiche. Infatti, il tutto nasce fuori dalle aule di tribunale dove sono stati sempre presenti un folto numero di obbligazionisti. E proprio in uno di questi appuntamenti, tra le varie cose, gli investitori avevano rilanciato l’idea di uno sciopero: un grande sciopero in città in cui sono stati chiamati a partecipare professionisti, esercenti e comuni cittadini, tutti coinvolti, direttamente o indirettamente, dal fallimento della società armatrice corallina.
“Organizziamoci per uno sciopero generale torrese – diceva un obbligazionista di nome Pietro -, coinvolgendo scuole, comitato ospedale Maresca, utenti Gori partite pregresse, comitati di quartiere, truffati Deiulemar”
“La manifestazione – chiosava invece un altro investitore Deiulemar – deve servire a far rinascere Torre del Greco moralmente e materialmente in tutti i settori”. La manifestazione si è svolta toccando vari punti della città e facendo sentire forte il grido di disperazione di migliaia di persone che sono state vittime di un fallimento che ha volatilizzato circa 800 milioni di euro.
Alan