Filippo Colantonio non concorda con l’esternalizzazione del servizio

Il Commissario cittadino dell’UDC, Filippo Colantonio, invia una missiva al Presidente del Consiglio Michele Polese e al Sindaco, Ciro Borriello, in merito alla privatizzazione del servizio di mensa scolastica. Di seguito riportata integralmente:

In riferimento al provvedimento in oggetto inserito nell’o.d.g. del C.C. del 20 Luglio 2009 , mi preme , nella qualità di Commissario Cittadino dell’UDC , sottoporre alla Sua attenzione , nelle vesti di Presidente del Consiglio Comunale di Torre del Greco , elementi di criticità circa l’ opportunità di “ ESTERNALIZZARE il Servizio di Mensa Scolastica”.
Dalla lettura degli allegati della delibera in parola ( nota dir. n° 45051 e Relazione Tecnica dell’incaricato dott. Piero Ferrari ) si evince una chiara volontà che la Esternalizzazione è dettata unicamente da esigenze di –economia- , ed è tutto da dimostrare che si possa migliorare un servizio applicando solo dei concetti economici di risparmio .
Le perplessità scaturiscono da semplici osservazioni :

1) RISPARMIO

Dall’analisi dei costi effettuata dal consulente incaricato dall’A.C. risulta che nei primi tre anni di un eventuale concessione a ditta esterna ci possa essere un risparmio di poco più di 300.000 euro, cioè circa 100.00 euro all’anno ( 2009- 2011 ); tale dato scaturisce da un rapporto pasti/h di circa 11 erogati attualmente rispetto ai 18 previsti dal relatore ( pag. 14 ).
In verità se si considerano le altre due ipotesi alternative proposte dallo stesso Dr Ferrari indicate nei punti a) e b) della pag . 23 della sua relazione, continuando nella gestione “diretta” ma seguendone le direttive di ottimizzazione della produttività a 18 pasti/h , attraverso la centralizzazione in un unico punto di cottura , ne conseguirebbe una riduzione della spesa occorrente prevista nel Bilancio di previsione , ovverosia i 100.000 euro di differenza verrebbero ulteriormente ridotti. E’ chiaro che il costo dell’adeguamento dell’unico Centro di cottura (individuato dal perito nella scuola E. De Nicola ) troverebbe compensazione dalla chiusura degli altri due centri esistenti e l’eliminazione delle relative spese di manutenzione , elettricità , pulizia ecc. Inoltre tale adeguamento nel caso di ESTERNALIZZAZIONE ,verrebbe ammortizzato secondo il Tecnologo nel periodo di 6+3 anni di appalto , e chi ci porrà al riparo di eventuali aumenti di costi relativo alla gestione di un così lungo periodo ?
Per tutto quanto esposto ci si chiede quali sono i margini di questo risparmio e a chi giova questa iniziativa

2) ASPETTO POLITICO-SOCIALE

La eventuale ESTERNALIZZAZIONE del servizio, prevede il passaggio di 12 unità lavorative sulle 17 attuali alla ditta aggiudicataria dell’appalto , ci si chiede

a) quali discriminanti verranno seguite

b) che mansioni andrebbero a svolgere i 12 presso la ditta e i 5 nel Comune , visto che i profili indicati dal Tecnico non sono del tutto comparabili con le effettive qualifiche di quelli in ditta ed invece i 5 che resteranno dipendenti comunali avranno vanificato le professionalità maturate in tutti questi anni nel servizio di mensa che non dovrebbero più svolgere ( apertura di contenzioso sindacale ? ).
Inoltre l’aver previsto in 6+3 anni la durata dell’affidamento rappresenta un dato che condiziona ed ipoteca in anticipo le scelte politiche di chiunque amministrerà il Comune negli anni a venire in un servizio delicato e di estrema importanza per la comunità.
Appare infine inopportuna l’assenza dell’assessore al Bilancio ( quindi eventuale proponente ) all’approvazione in Giunta del deliberato in oggetto .

3) ASPETTO IGIENICO-SANITARIO

Nulla ha da eccepire il Tecnico circa la qualità dei pasti erogati in gestione diretta fino ad oggi , risulta d’altra parte che già varie volte la nostra mensa ha erogato pasti ad istituti privati , cosa che del resto ipotizza anche il dr Ferrari nella già citata ipotesi a) di pag. 23 e pertanto l’Ente potrebbe addirittura sempre su indicazione del vostro incaricato introitare risorse ed abbattere i costi di gestione ( questo sì vero RISPARMIO ).

Ove mai le considerazioni esposte non dovessero indurre il Consiglio Comunale ad una più attenta riflessione e partecipare il Sindaco e la Giunta che l’atto deliberato necessita di un maggiore approfondimento attraverso una pluralità di visioni ( politica-sindacale- tecnica – sanitaria e scolastica) , mi preme suggerire , in virtù della formulazione dell’art.118 Cost. ed a seguito della riforma operata con legge costituzionale n.3 del 2001, che attribuisce ai Comuni la titolarità delle funzioni amministrative, fra le quali sono ricomprese quelle legate alla refezione scolastica ,di porre la massima attenzione nell’articolazione del capitolato all’aspetto igienico-sanitario, prevedendo una Commissione Mensa , un controllo periodico ma non prestabilito per la prevenzione delle malattie trasmesse con gli alimenti, attraverso controlli microbiologici ed analisi dei campioni prelevati, controlli degli aspetti qualitativi, nutrizionali e organolettici nonché di appetibilità ed accettabilità da parte degli utenti ed in particolare porre l’accento su “diete speciali”per bimbi affetti da alcune patologie, poiché mentre l’Ente non deve badare al profitto nell’erogare un servizio , viceversa la ditta privata necessita di un RITORNO DI GUADAGNO e sarà costretto a ridurre i propri costi per eventualmente rientrare anche dell’eventuale ribasso di gara,si faccia attenzione che a pagare questo profitto non sia la qualità del prodotto erogato agli alunni .
A conclusione si ritiene che trattandosi di un servizio “particolare” di non puntare esclusivamente sull’aspetto di economicità quanto e soprattutto sul miglioramento dello stesso limitandone i costi per i cittadini già assillati da varie gabelle . Il Risparmio da parte di un Ente Pubblico deve a mio giudizio concretizzarsi in altri settori e con altre modalità limitando innanzitutto le “spese superflue”relative alla gestione politica .

Filippo Colantonio
Commissario Cittadino UDC