GLI AVVOCATI DEL DIAVOLO

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – Quando insorge una controversia tra due o più persone, il ricorso all’autorità giudiziaria rappresenta, spesso e volentieri, almeno nella percezione delle parti in causa, l’unico modo per risolvere la lite. Il nostro ordinamento, tuttavia, da tempo prevede forme alternative di risoluzione delle controversie, che escludono l’intervento del giudice. Da questo punto di vista, occorre ricordare, ad esempio, l’importante ruolo che svolgono le Camere di commercio ai fini dell’esperimento del tentativo di bonario componimento della lite. Quando si parla di “conciliazione”, tuttavia, bisogna ricordare che, ad oggi, i casi di conciliazione obbligatoria, in cui, cioè, è previsto per le parti un obbligo di tentare il bonario componimento della lite prima di ricorrere al giudice, sono decisamente pochi; per lo più, infatti, la conciliazione è facoltativa. In proposito, tuttavia, si intravedono delle novità normative: il Governo, infatti, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo!), in attuazione della delega legislativa da parte del Parlamento, realizzare la riforma del processo civile, con intervento anche il tema di mediazione e conciliazione delle controversie civili e commerciali. Se tale riforma vedrà la luce, in molte materie, quali condominio, contratti bancari, locazioni, eredità, non si potrà iniziare una causa senza avere prima esperito il tentativo di conciliazione innanzi agli organismi preposti, pena l’improcedibilità dell’azione giudiziaria. Tale normativa, se mai entrerà in vigore, avrà senz’altro il pregio di alleggerire il carico di lavoro dei magistrati e, riteniamo, consentirà alle parti in causa di addivenire alla risoluzione della controversia in tempi più rapidi, sia in caso di ricorso alla procedura extra-giudiziale, di per sé più celere rispetto al processo innanzi al giudice, sia in caso di ricorso alla magistratura, la quale, come è ragionevole prevedere, con un minore carico di lavoro, potrà operare in tempi senz’altro più ristretti ed emettere, quindi, prontamente sentenza. Attendiamo, allora, fiduciosi, che tale normativa veda la luce.
Alessandro e Giovanni Gentile

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 4 novembre 2009




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