Torre del Greco – Pressoché quotidianamente, alla ribalta della cronaca del nostro territorio e non solo viene catapultata una difficile realtà con cui presto o tardi s’incappa per cause di forza maggiore: quella degli ospedali. Ormai non c’è giorno in cui uno degli storici nosocomi del napoletano non venga citato dai media per qualche disservizio o qualche anomalia, con conseguenze spesso pesanti per la salute dei cittadini. Ma i torresi in particolare, oramai da quasi un decennio, si sono “abituati” a dover fare i conti con un ospedale cittadino, il Maresca, che ha cambiato radicalmente la sua identità, passando da presidio sanitario di riferimento per la popolazione, a struttura depotenziata in cui sopravvivono pochi sparuti reparti.

Per quanto i comitati e le associazioni, prima tra tutte l’Associazione Pro Maresca, abbiano cercato di scongiurare e rallentare uno smantellamento annunciato, nella realtà dei fatti il nostro nosocomio non è più quello che rappresentava in passato e difficilmente potrà tornare ad esserlo.
I vari amministratori politici, a livello comunale o regionale, hanno proclamato più volte “ L’ospedale non morirà , anzi…”, ma quello che hanno di fronte i cittadini non corrisponde ad una struttura efficiente o quanto meno in via di ripresa, bensì ad uno scenario alquanto diverso.

Poco più di un anno fa, gli attivisti della su citata Associazione presentarono un ennesimo esposto alla Procura della Repubblica, un quanto il Maresca, destinato in origine ad un’utenza di 250.000 persone, non ha un pronto soccorso pediatrico e neppure uno efficace per adulti , contando appena 31 posti letto ( 13 in Chirurgia e 18 in Medicina).
Senza dimenticare altri smantellamenti recenti, come quello di Anatomia Patologica, essenziale per diagnosi in campo oncologico e non solo, oppure il depotenziamento di Radiologia e di Cardiologia, quantunque anche i reparti ufficialmente non smantellati registrino una stretta alle unità del personale preposto, con disagi facilmente intuibili.
Allo stato, l’Ospedale Agostino Maresca è presidio ospedaliero degli Ospedali Riuniti Golfo Vesuviano dell’Azienda Sanitaria Locale Napoli 3 Sud, che aggrega anche gli Ospedali Riuniti area Nolana, gli Ospedali Riuniti area Stabiese e gli Ospedali Riuniti penisola Sorrentina. La struttura, che copre un bacino di oltre 300.000 cittadini fra Torre del Greco, Portici, Ercolano e parte del comprensorio vesuviano, è oggetto da anni di un processo di ridimensionamento, in un’ottica, almeno sulla carta, di complementarietà con l’ospedale di Boscotrecase, confluendo entrambe in una unica realtà ospedaliera da denominarsi Ospedali Riuniti Golfo Vesuviano.

Da sottolineare un dato significativo : sono 5 in totale le unità mediche attualmente in servizio al Presidio di Pronto Soccorso , ragion per cui le stesse devono alternarsi nelle turnazioni orarie ( anche volendo sobbarcarsi turnazioni aggiuntive, in ogni caso un medico non può coprire un turno che sfori le 48 ore). Altro dato importante : i pazienti con traumi gravi devono essere dirottati all’Ospedale del Mare, in quanto il Presidio del Maresca non è in grado di gestirli.
Molti sanno, sperimentandolo sulla propria pelle, che per tutti i reparti non più attivi al Maresca i riferimenti sono l’Ospedale di Boscotrecase, quello di Castellamare di Stabia e il nuovissimo Ospedale del Mare, come su detto. Ma c’è davvero questa sinergia, questo supporto che va ad integrare i servizi mancanti? Dalle testimonianze raccolte la situazione non sembra così idilliaca, anzi.

Recentemente è stata pubblicata un’ultima delibera aziendale di Asl Napoli 3 Sud, in cui si parla di un incremento a 152 posti letto ( di cui 138 “realizzabili”) e di Maresca come futuro “Polo d’eccellenza per Oncologia e Gastroenterologia”, nonché centro riabilitativo. Ma sono in molti ad essere giustamente perplessi e disillusi, visti gli accadimenti degli ultimi anni e le troppe promesse disattese da parte degli esponenti politici. Ci sarà davvero questo nuova annunciata rimodulazione ? Sarà sufficiente per le esigenze di un bacino d’utenza enorme? In quanto tempo si realizzerà e come sarà possibile dal punto di vista economico, oltre che pragmatico? Il piano prevede, tra l’altro, un “adeguamento antisismico” del vecchio padiglione, dove dovrebbero allocarsi Pronto Soccorso, Servizio Radiologia, Reparto di Medicina Generale, Ortopedia, Chirurgia, Terapia Intensiva, Oncologia, Reumatologia.
Resta, inoltre, lo storico problema del turn over delle unità mediche e paramediche in servizio; i numeri raccontano di uno scollamento notevole tra pensionati e neoassunti, a netto sfavore di questi ultimi , anche se non è un problema del solo Maresca. In pratica per moti anni non ci sono state assunzioni e i bandi recenti reclutano ancora troppo poco personale che, messo di fronte ad una scelta, opta per strutture ospedaliere non in via di declino o di depotenziamento acclarato.
Marika Galloro