“A San Giorgio a Cremano tornano a prendere corpo i progetti Erasmus che questa volta portano in città ragazzi da cinque paesi dell’Europa, nell’ambito del partenariato strategico tra scuole europee che vede coinvolto il nostro liceo Carlo Urbani”. Lo dichiara il sindaco Giorgio Zinno sui social network.

“20 ragazzi e 10 docenti provenienti da Portogallo, Grecia, Repubblica Ceca, Svezia e Spagna saranno ospiti – prosegue – a San Giorgio a Cremano fino a sabato 19 febbraio, per un intenso scambio culturale e per favorire integrazione ed accoglienza. Oggi, con l’assessore all’Istruzione Giuseppe Giordano, abbiamo salutato le delegazioni nella Fonderia Righetti ed abbiamo avuto un primo proficuo incontro a cui è seguita una visita in Villa Bruno, guidata dagli stessi ragazzi che hanno parlato ai loro coetanei in lingua inglese, mettendo a frutto le conoscenze acquisite nel corso degli anni scolastici.

Divisi in 3 gruppi, gli studenti – precisa – hanno visitato il piano nobile del nostro Palazzo della Cultura, la meravigliosa cappella con gli affreschi e i costumi del 700, la biblioteca Padre Alagi con la mappa del Duca di Noja, lo straordinario parco e Casa Massimo Troisi. Luoghi che hanno “rapito” gli studenti stranieri per la bellezza e per la storia che si respira in Villa Bruno.



A maggio – continua Zinno – i nostri studenti del Liceo Urbani saranno ospiti in Svezia, paese che coordina l’Erasmus, nella seconda parte del progetto con l’obiettivo di apprendere a loro volta, le buone pratiche del paese ospitante e visitare i luoghi di interesse culturale.
Tornare a condividere dal vivo e non più attraverso uno schermo eventi come questo, significa tornare ad offrire ai nostri ragazzi l’opportunità di vivere e fare tesoro di un bagaglio di esperienze altamente produttive, sia dal punto di vista della conoscenza che della crescita personale.

I miei complimenti – conclude il primo cittadino – alla dirigente scolastica MariaRosaria De Luca, ai docenti ma soprattutto ai nostri ragazzi per l’entusiasmo e la capacità di accogliere i loro coetanei provenienti da paesi così diversi, dimostrando di essere pienamente consapevoli di far parte di un mondo globalizzato e cosmopolita”.