La trasferta di Udine era temuta da tutti quelli che hanno a cuore le sorti della compagine azzurra, per una serie articolata di motivi. Anzitutto, esisteva la legittima preoccupazione per la condizione fisica degli azzurri. La trasferta di Leicester li aveva sicuramente impegnati, non poco, anche sotto il profilo del logorio psichico e quasi tutte le squadre impegnate nelle coppe europee, in campionato, hanno offerto prestazioni da dimenticare…

Destava allarme anche la situazione del centrocampo partenopeo, per i noti infortuni che lasciavano all’ottimo Spalletti ben poche alternative per i ricambi. Si andava, inoltre, ad incontrare una squadra unanimemente ritenuta forte ed in grande spolvero, con ambizioni addirittura di primato, seppur logicamente temporaneo. Per finire, era ancora troppo vivo nei tifosi napoletani il ricordo delle tante opportunità (ahi, quanto bruciano!) gettate al vento nelle occasioni che contavano!

Ebbene, i suesposti timori, trascorsi una decina di minuti dal fischio d’inizio, durante i quali i friulani hanno provato ad imporre il loro gioco, sono magicamente svaniti.



In campo, dopo la rete “in condominio” messa a segno dal duo Insigne-Osimhen, ci sono stati solo gli azzurri, che hanno dominato in maniera totale, a tratti addirittura imbarazzante. Si è realmente “giocato di squadra”, in tutti i reparti. Prova ne sia il ‘tabellino’ dei marcatori: il già citato Osimhen, Lozano, ma anche i due difensori centrali, Koulibaly e Rrahmani. I friulani, in tutto l’arco dei novanta minuti, si sono affacciati un paio di volte nella nostra area di rigore, ma senza minimamente impensierire il buon Ospina il quale, forse intenerito dal vedere gli avversari praticamente incapaci di offendere, ha provato a rincuorarli offrendo loro un gentile “cadeau” (in un rinvio, ha regalato palla ad un attaccante bianconero!) che, peraltro, non è stato neppure gradito!

Riteniamo sia legittimo chiedersi: quale valore dobbiamo attribuire, noi tifosi napoletani, alla conquista solitaria della vetta della classifica? Sul piano pratico, praticamente conta nulla, o quasi, il campionato è appena agli inizi. Vale tantissimo, invece, sul piano del morale, contribuisce non poco ad aumentare nei calciatori azzurri la convinzione, l’autostima. Ancora maggiore è la valenza del primato a livello emozionale: ci sta regalando un sogno (breve, effimero, solo un’illusione?) e in questi non felici momenti, di preoccupazioni e di angosce, questo dono non può che renderci orgogliosi e felici!
Ernesto Pucciarelli