Torre del Greco – Sottoscritta dal Sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba, una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e al Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo per chiedere la possibilità di revisione degli orari di apertura delle attività legate alla ristorazione – ristoranti, pizzerie, pub, bar e pasticcerie – ovvero, per chiedere il ripristino degli obblighi vigenti in materia precedentemente all’entrata in vigore del DPCM 25 Ottobre 2020.

“La città di Torre del Greco – si legge nel corpo della missiva – è espressione di un’antica, quanto rinomata esperienza nel campo culinario e gastronomico e vanta una consolidata arte pasticciera, da sempre accreditata al nostro territorio, tale da rappresentare una vera e propria risorsa economica”.

L’idea – come più volte e in più sedi precisato dal primo cittadino – è nata dalla considerazione che “negli ultimi anni la proliferazione di attività di indotto enogastronomico e dolciario ha avuto il significato, per alcuni quartieri della città, di un’autentica riqualificazione urbana e di riabilitazione sociale, intervenendo in zone del territorio abbandonate al degrado e acclarate, precedentemente, quali luoghi di criminalità organizzata”.

“Un atto dovuto – dichiara il sindaco Palomba – nei confronti degli imprenditori che hanno avuto la tenacia ed il coraggio di investire sul nostro territorio portando avanti, con sacrificio, la propria attività, riconosciuta ed accreditata alla città di Torre del Greco, da tutta la regione. Ho ritenuto, pertanto, senza alcuna posizione critica ma nel pieno spirito di collaborazione e proposizione istituzionale, rivolgermi al Governo centrale, rappresentando il sentimento e le istanze di una categoria che ad oggi è un autentico motore dell’economia locale”.

“Tanto – la chiosa della missiva – nell’ulteriore considerazione che la riduzione della fascia oraria prevista per lo svolgimento della piena attività, fissata entro le ore 18.00, potrebbe avere una ricaduta in quelle stesse aree​ – oggi – recuperate alla legalità”.