“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” oppure “Predicare bene e razzolare male”: recitano così due dei tanti e noti detti antichi che, a nostro parere, potrebbero rappresentare al meglio la risposta giusta alle parole e ai misfatti dei politici e della politica locale.
Raia-Borriello-Formisano-Scotto_2016

Già perché tra le parole e i proclama sbandierati ai quattro venti dagli amministratori corallini e la loro realizzazione c’è tanto da sperare oltre che pagare e, sopratutto, ci sono le sorti di un territorio che stenta a decollare e che diventa preda ghiotta di esponenti politici di tutti i livelli e gradi.
Basti pensare, tanto per iniziare, al caso dell’ospedale Maresca. La struttura ospedaliera, sempre più declassata e martoriata, è l’esempio lampante (sebbene non sia l’unico caso su cui si potrebbero scrivere fiumi e fiumi di parole) per descrivere quanto Torre del Greco abbia perso e stia ancora perdendo a causa delle scellerate scelte di chi è stato eletto alle urne per rappresentare il territorio e la cittadinanza corallina.
Entrando nello specifico, troviamo in primis le parole di Loredana Raia, attualmente consigliera regionale del Partito democratico nell’amministrazione del governatore campano Vincenzo De Luca.
La “lady di ferro”, per anni tra i banchi dell’assise comunale di Palazzo La Salle prima e Palazzo Baronale poi ed anche ex candidata sindaco, ha di recente diramato un comunicato stampa col quale sponsorizzava “un incontro sul futuro del Maresca”. Di fronte a tale spot, coloro che hanno lunga memoria, increduli, hanno riso a crepapelle: molti infatti ricordano bene che la stessa Loredana Raia alle ultime elezioni ha stretto alleanza, tra le tante, anche con Mario Casillo. Sì, proprio quel Casillo noto in città (insieme a Sommese) anche e soprattutto per aver voluto la morte dell’ospedale Agostino Maresca di via Montedoro a Torre del Greco.
Quindi, dopo aver pensato a stringere alleanze utili a raccogliere ad ogni costo consensi alle urne pur di accaparrarsi un seggio nel palazzo del potere regionale, un seggio ottenuto anche a spese dei cittadini, la Raia si appalesa promotrice di un incontro sul Maresca. E’ vero che anche, però, che “a Carnevale ogni scherzo vale”… ma quando è troppo, è troppo.
Del resto, però, altri politici locali non sono e non sono stati più bravi a difendere la città del mare e del corallo dalle scelte della mala-politica. Il riferimento va dritto dritto all’attuale sindaco Ciro Borriello e, anche, all’onorevole Nello Formisano.
Entrambi, infatti, dopo i vari cambi di casacca eseguiti a seconda della momentanea convenienza, hanno contribuito anche loro con le loro scelte ad affossare il territorio torrese. Oltre alle chiacchiere e ai comunicati stampa privi di conseguenti risultati, non hanno fatto di meglio neppure loro.
Anzi, ad entrambi è riconosciuto il dono dell’eloquenza. Peccato però che non si possa loro riconoscere anche il dono dell’esecuzione dei programmi e dei progetti in favore della cittadina vesuviana.
Eppure entrambi hanno occupato una poltrona nei palazzi del potere a Roma. Formisano, del resto, è ormai in Parlamento da anni. Ma forse l’aria inebriante di quegli ambienti fa dimenticare anche chi in quegli ambienti ce li ha mandati per la difesa dei loro diritti. Ad onor del vero, lo stesso onorevole Formisano siede ancora in Parlamento, con risultati alquanto scarsi per Torre del Greco.
Borriello, infatti, alleato di Caldoro alle urne, ha anche lui “sposato” la chiusura del Maresca per poi cercare di correre – a parole e per accattivarsi l’orgoglio della gente – ai ripari: il sindaco, infatti, lo scorso 5 febbraio ha comunicato alla stampa di aver chiesto un’audizione urgente in tema sanità e Maresca e di aver scritto al governatore De Luca, dimenticando – dopo esser stato eletto – di aver seguito le orme di Stefano Caldoro.
Formisano, invece, nonostante vanti un curriculum ultradecennale da parlamentare, è stato sempre a guardare le sorti senza portare mai a casa il risultato. Eppure le sorti si decidono principalmente a Roma, nelle stanze dei bottoni, quelle riservate ai pochi eletti ma a danno degli elettori.
E nelle stanze dei bottoni vi anche l’onorevole Arturo Scotto, parlamentare torrese al suo secondo mandato. Su quanto da lui proposto ed eseguito e sul suo operato sono pochi, anzi pochissimi, quelli che ricordano qualcosa. Un altro fantasma a rappresentare la cittadina corallina?
I sopracitati nomi però non sono gli unici: una lunga sfilza di politici si sono alternati in rappresentanza dei torresi ma nessuno di essi è mai riuscito a difendere la cittadina corallina dalle decisioni di convenienza. L’interesse della politica è sempre riuscito a prevalere su quello della collettività. E a farne le spese sono puntualmente sempre loro: i cittadini, la classe debole e, sopratutto, coloro i quali alle urne dimenticano il trattamento che poi i loro eletti riservano ai loro stessi elettori. Ad oggi questo è stato il risultato.
Antonio Civitillo

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 17 febbraio 2016

Atri articolo in Primo Piano
Viabilità, strisce blu e cassa marittimi: l’affondo di Romano
Non accennano a placarsi i botta e risposta a Palazzo Baronale. Pur senza specifici risultati, l’opposizione prova ad alzare la voce e puntare il dito contro l’amministrazione comunale guidata da Ciro Borriello e l’operato della sua squadra di governo.
L’ultima tirata di orecchie per Borriello arriva dal capogruppo del Partito Democratico, Salvatore Romano, che ha focalizzato la sua attenzione sui temi caldi che di recente mandano su tutte le furie i cittadini di Torre del Greco.
“Siamo alle solite, l’immagine è sempre la stessa, o forse, ogni volta peggiore. Un’amministrazione sgangherata, irretita e non conseguenziale. Uno solo al timone; tutti gli altri alla zavorra”: è duro l’affondo del capogruppo PD in consiglio comunale, Salvatore Romano – al netto del bilancio del primo mese del 2016.
“Promesse non mantenute, anzi, tergiversate; atti d’imperio, incuranti delle istanze dei cittadini; contentini antidolorifici, e, malpancisti lamentosi”. E’ questo il quadro che il primo partito dell’opposizione, al primo piano di Palazzo Baronale, rappresenta a poco più di trenta giorni dall’inizio del nuovo anno.
“E’ ovvio – prosegue Romano – che dopo la finta tregua e la pace armata fatta a Natale all’insegna di spese folli, ora, il Sindaco si ritrovi nuovamente punto e a capo, tenuto in pugno dai suoi stessi fedelissimi che tra mal di pancia, enterogermine ed assenze in consiglio comunale, lanciano al primo cittadino continui segnali di guerra. Non possiamo tacere, inoltre, sulla rivoluzione della viabilità che tanto malcontento ha generato nei cittadini, costretti a giri immensi pur per brevi tratti, o peggio, esposti a nuovi problemi di sicurezza stradale – causa un provvedimento che non sembra inquadrato in alcuna ottica di opportunità politica. Né possiamo ignorare la vessazione cui sono continuamente esposti i cittadini di tante zone (particolarmente quelle del centro) che, dalla sera alla mattina, si ritrovano letteralmente tappezzati di stalli a pagamento – in quartieri prima liberi e senza consultazione; mentre non ci spieghiamo come mai tante altre zone della città, di ben rinomata vocazione commerciale, oltre che residenziale, ad esempio quartiere Sant’Antonio, vada esente da ulteriori provvedimenti. Neppure intendiamo sorvolare – conclude il capogruppo PD – sulla questione dell’ex “Cassa marittima” e sua relativa allocazione. Da qualche voce che mi è giunta, infatti, sembrerebbe che la disposizione di questo importantissimo ufficio nei locali dell’ex Pretura, sarebbe sotto condizione di una somma da corrispondere al Comune per il comodato d’uso degli ambienti in questione. Ebbene, mi auguro vivamente che siano soltanto voci di corridoio, senza alcuna fondatezza, e che l’amministrazione non intenda – realmente – orientarsi in tal senso – perché, vorrei ricordare, altri comuni a noi viciniori sarebbero disposti sin da subito a concedere gratuitamente le loro strutture – cosa che, se accadesse, sancirebbe l’ennesimo fallimento di un’Amministrazione ormai irrimediabilmente allo sbando”.



Sensi unici della discordia, è diatriba ovunque
Nell’ultimo Consiglio comunale l’ordine del giorno con oggetto i nuovi sensi unici di via Nazionale viale Campania, presentato dal consigliere Domenico Maida, ha creato un bel po’ di discordia tra i cittadini presenti. Infatti, a seguito di petizioni sottoscritte da circa duemila cittadini interessati dai nuovi sensi unici di marcia, Maida aveva chiesto d’inserire come ordine del giorno all’ultimo Consiglio comunale, ma, “immediatamente dopo l’apertura dei lavori, il sottoscritto – spiega Maida – chiedeva la parola e, non appena si accingeva a leggere quanto intendeva presentare, è stato invitato dal Presidente del Consiglio facente funzioni, Annalaura Guarino, a non dare corso alla lettura, impedendogli finanche la semplice enunciazione dell’oggetto”. Questo ha creato molti malumori tra i presenti, ancora di più, quando “passati in riunione di Capigruppo – chiosa ancora il consigliere Maida -, dopo accesa, volgare ed immotivata discussione, la maggioranza, capeggiata dal sindaco, noncurante della presenza in aula consiliare della folta delegazione di cittadini, interessata dal provvedimento di cui se ne chiedeva la immediata revoca, ha espresso voto negativo impedendo così la democratica discussione di un problema che riguarda l’intera città”, ha concluso il presidente della quinta commissione.
A dire la sua a tal proposito è il Presidente dell’ASCOM, Giulio Esposito: “Il problema della viabilità è ormai diventata una questione politica che difficilmente riuscirà a tutelare gli interessi dei commercianti e dei cittadini dell’area. Ascom denuncia questo tentativo di strumentalizzazione politica e se ne dissocia categoricamente. Il problema deve essere risolto sul piano istituzionale e non politico e gestito da chi ha veramente a cuore gli interessi della categoria. Da settimane il presidente di Ascom sta portando avanti un confronto con l’amministrazione, avvisando, tra l’altro, il presidente della commissione trasparenza, sui rischi della sua strategia politica. Non vogliamo essere strumentalizzati da strategie con fini politici, la questione riguarda solo i rapporti istituzionali tra l’associazione di categoria e l’Amministrazione. L’Ascom è presente ed è in prima linea in questa battaglia”.

Maresca, Borriello vuole conoscere il destino della struttura ospedaliera
Dopo aver tanto “sposato” l’idea ed il programma di Stefano Caldoro relativamente alle sorti dell’ospedale Maresca, il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, ha chiesto un’audizione urgente alla commissione regionale alla Sanità. Tema in discussione, il futuro del Maresca, ospedale finito al centro del dibattito anche nel recente incontro tra i primi cittadini dell’Asl Napoli 3 Sud promosso nell’aula consiliare di palazzo Baronale. Il sindaco ha scritto perfino al governatore Vincenzo De Luca, al presidente del consiglio regionale Rosa D’Amelio, al presidente della quinta commissione Sanità e sicurezza sociale del consiglio regionale Raffaele Topo, al suo vice Vincenzo Alaia e al segretario della commissione Alberico Gambino, oltre a tutti i componenti dell’organismo consiliare:
Flora Beneduce, Francesco Emilio Borrelli, Valeria Ciarambino, Carmela Fiola, Stefano Graziano, Carlo Iannace, Nicola Marrazzo, Carmine Mocerino, Francesco Moxedano, Gennaro Oliviero, Maria Ricchiuti, Michele Schiano di Visconti, Pasquale Sommese e Vincenzo Viglione. Nella missiva – indirizzata anche al commissario straordinario Antonietta Costantini e al consigliere per la Sanità Enrico Coscioni – Ciro Borriello ha chiesto “una audizione urgente per rappresentare le gravi condizioni di ordine lavorativo, strutturale e funzionale e per conoscere il destino dell’ospedale Maresca”.
“Dalle notizie apprese sia personalmente dagli operatori sanitari sia dagli organi di stampa – sottolinea il primo cittadino di Torre del Greco in un comunicato diramato alla stampa – si evince una condizione di tensione e forte disagio che in questi ultimi tempi ha accresciuto nel personale medico, paramedico e soprattutto nei cittadini un ulteriore malessere e un notevole disorientamento non più sopportabile. Da tempo è ormai in atto un lento processo di depauperazione della prestigiosa struttura che è assolutamente inaccettabile, un’agonia su cui devono concentrarsi interventi seri e concreti da parte delle autorità competenti”.
Borriello si fa portavoce delle esigenze dei lavoratori del nosocomio di via Montedoro: “Ricordo – evidenzia – che da anni il personale paramedico e ausiliario giustamente richiede la dovuta attenzione delle istituzioni di riferimento, soprattutto per il bene della pubblica collettività amministrata e numerose sono state le manifestazioni dei cittadini a tutela del diritto alla salute”. Attenzione rivolta anche al bacino servito dall’ospedale: “Torre del Greco con i comuni vicini rappresenta una utenza complessiva di oltre 300mila abitanti, pari a più di un terzo della popolazione dell’Asl Napoli 3 Sud”.
Per questo il sindaco “auspica un positivo e sollecito riscontro di quanto richiesto, al fine di rappresentare le complesse problematiche dell’ospedale Maresca”.