A pochi giorni dal voto il candidato IDV risponde alle nostre domande

A pochi giorni dall’evento che si terrà a Napoli Luigi de Magistris rilascia una intervista in esclusiva per il nostro giornale. Luigi de Magistris si occuperà anche del caso Tirrenia e della sua "selvaggia" privatizzazione.

Come è nata l’idea dell’evento che si terrà a Napoli il 23 Maggio? Chi parteciperà? Di cosa si parlerà?
Il 23 maggio è l’anniversario della strage di Capaci, una data tragicamente importante. La verità sulle stragi di mafia è ciò che pretendono gli italiani e bisogna dare voce a questa sete di giustizia. Per questo sabato, al Palapartenope, si parlerà della lotta per i diritti, di quei diritti ancora oggi negati come quello al lavoro, alla salute, all’uguaglianza, del diritto ad un’Italia diversa: pulita, trasparente, non attraversata da ingiustizie insopportabili. Il nostro desiderio è quello di porre la cultura al centro della nuova resistenza costituzionale. Non a caso ci saranno ospiti che provengono dalla società civile quanto dal mondo dell’arte e dello spettacolo: Beppe Grillo, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Carlo Vulpio, Clementina Forleo, Antonio Marfella,Ulderico Dardano, Enzo Avitabile, Cisco e Zezi, Marzio Honorato, Gaetano Di Vaio, Peppe Lanzetta & Joe Amoruso, Libero De Rienzo, Abel Ferrara, Bandabardò. E in collegamento telefonico Tara Gandhi, nipote del Mahatma.

Come mai si è candidato come indipendente alle elezioni? Non sposa in pieno la politica di Antonio Di Pietro o c’è qualche altro motivo?
Mi sembra giusto che chi proviene dalla magistratura si candidi come indipendente. Svolgo del resto un ruolo di raccordo tra la politica e la società civile. Il progetto è quello di formare la nuova classe dirigente, difendere la Costituzione e consolidare la vigilanza democratica nel nostro Paese.

Quale sarà il suo cavallo di battaglia se riuscirà a sedersi al Parlamento Europeo?
Eliminare la gestione illegale dei finanziamenti europei che sono serviti ad arricchire i comitati d’affari di politici, imprenditori e professionisti vari, oltre che a consolidare la forza della criminalità mafiosa. Il denaro pubblico va impiegato per perseguire un fine completamente diverso, cioè per uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente, per dare lavoro e per migliorare la qualità della vita di tutti e non dei soliti noti.

Il comparto marittimo è in crisi. In particolare, si sta assistendo alla privatizzazione della Tirrenia. Pensa di volersi battere per la difesa dei diritti dei lavoratori? In che modo?
Mi occuperò senz’altro della questione della Tirrenia. L’esigenza primaria è di garantire collegamenti con le isole e preservare i posti di lavoro, la tutela del benessere di tante famiglie che sono coinvolte nella vicenda deve essere il primo obiettivo da perseguire.

Quale è il suo motto?
La lotta per i diritti è la linfa vitale della nuova pacifica resistenza costituzionale.

Rimpiange la sua carriera da magistrato?
Mi manca moltissimo il mio lavoro, un lavoro che ho amato e amo ed al quale ho dedicato gli anni migliori della mia vita. Un lavoro che però mi hanno impedito di svolgere, togliendomi le funzioni di pubblico ministero dopo che ho individuato la nuova P2. Ma tra l’impegno di ieri e quello di oggi esiste una continuità: in politica sto portando gli stessi valori, lo stesso modello di vita, la stessa passione civile. E sono convinto che cambieremo questo Paese sulla strada della Giustizia e dei diritti.

 Antonio Civitillo