La rappresentazione dell’opera sacra della Passione e Crocifissione di Cristo, a Torre del Greco, viene chiamata ‘A morte e Passione. A questa si son dedicate spesso le associazioni cattoliche, ed ancora vi si dedicano. Una tradizione torrese che fa da alternanza alla Cantata dei Pastori, a Natale. Più di cinquant’anni La-Redenzione-Silvia-DIstria-2015fa, un bravo maestro di scuole elementari, Antonio D’Auria, scrisse l’opera Redenzione, più volte rappresentata da gruppi eccellenti, da quella del Circolo Artistico “Domenico Morelli” con la colta direzione artistica di Nicola Di Donna, a quella appassionata di Gianni Pernice, e a una moltitudine di gruppi parrocchiali. Antonio D’Auria è stato un buon insegnante ed un realizzatore di Presepi di grande bellezza. Insomma la città d’arte. quella che arte produce per antiche passioni, non si è fatta mancare nulla.
Per l’Accademia delle Arti ( II Berleffo, titolo, che pochi sanno cosa significa, meglio cambiare) che ha trovato sede presso la Parrocchia di S. Maria di Portosalvo, in memoria della rappresentazione magistrale di suo zio, il detto Gianni Pernice, suo nipote Aniello Pernice ha messo in scena La Redenzione, se pur compressa nel testo e nello spazio disponibile. Molte repliche, sala piena sempre. Si dà atto che il lavoro ha dovuto subire dei necessari tagli, con una scenografia ridotta all’essenziale: lo spazio scenico per quest’opera, davvero esiguo, avrebbe dovuto suggerire soluzioni di più largo respiro rappresentativo: siamo in un vicolo, una piazzetta sul mare, paranze all’attracco, qualche residua architettura del passato, una parlata di quartiere particolare, e popolo d’attorno, si può produrre una rappresentazione sacra più ampia, in un’area urbana opportunamente chiesta in libertà da auto e traffico, che può coinvolgere spettatori anche occasionali, e più comparse. Ma, chiusi in un teatrino che non fa respirare, tutto è stato affidato alla capacità di attori di vocazione e preparati. Per cui ne è uscita una felice seppur sacrificata rappresentazione. Una bella recita come la lingua popolare indica e nomina.
Gruppo del Sinedrio condotto dal magistero di Pino Brancaccio, una dolce espressiva Maria, una drammatica Veronica, una dolente Maddalena, uno sfuggente Giuda e una bellissima figura del Cristo, scolpita da un ragazzo di quattordici anni: non possiamo citare tutti. Ma li lodiamo tutti insieme, per la generosa prova. Per tutti un cordiale plauso e applauso.

Personaggi e interpreti

Gesù Dario Mazza
Longino Enzo Mazza
Maria Angela Gelardi
Giuda Aniello Pernice
La Maddalena Silvia D’Istria
Caifa Pino Brancaccio
Veronica Regina Mazzacano
Hanan Ottavio Aprea
Simone Ciro Di Franco
Hazan Andrea Di Ronza
Giovanni Marco Federico
Esecutore Tommaso De Maria
Giacomo Luca Mazza
Portinaia Vittoria Aprea
Nicodemo Mario Frulio
Angelo Mirella Accusato
Camaliele Antonio Candurro
Angelo Francesca Mennella

Costumi Ottavio Aprea
Sartoria Filomena Volpe
Scene Mennilar
Fotografia Pasquale D’Orsi
Musiche Salvatore Coppola
Amministrazione Mazzacano-Ilardi
Luci Antonio Mennella
Direzione artistica Pino Brancaccio
Trucco Sabrina Oliviero
Presidente Antonio Mennella

c. ad. ciavolino

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 15 aprile 2015