Pensieri liberi – Il tifo è una pericolosa malattia infettiva, che si trasmette per via oro-fecale. Negli anni passati, il contagio era molto frequente ma, pur se con fatica, nella maggior parte dei casi si riusciva ad uscire indenni dal morbo. Oggi, grazie al Cielo, ma soprattutto perché sono migliorate le condizioni igienico-sanitarie generali, per l’utilizzo dei vaccini, degli antibiotici e di tantissimi altri farmaci, il “rischio-tifo”s’è notevolmente ridotto. Sinceramente, non ricordo se da piccolo l’ho contratto, il tifo, quello vero… So di certo che mi sono ammalato, e pesantemente, tanto che non sono mai guarito, di un’altra forma di tifo, la più perniciosa: il tifo per una squadra di calcio! Naturalmente, essendo io ‘partenopeo’ – rivendico con grande orgoglio questa mia, fortunatissima, origine! – la mia squadra del cuore non poteva essere che il Napoli.

Starete osservando: dai per scontato che, per il fatto d’essere nato alle falde del Vesuvio, dovevi tifare per forza Napoli… E come giustifichi, allora tutti quelli che, invece, stravedono per altre casacche che non sono azzurre, come il nostro splendido mare e il meraviglioso cielo che in esso si riflette? Volete che vi risponda, ma proprio come m’esce spontaneo dall’anima? E allora ecco: sono convinto che costoro non sono, non POSSONO ESSERE, napoletani veraci! Se andiamo alle loro origini più remote, statene, certi!, scopriremo un loro ‘imbastardimento’ con altre “razze”, con altri popoli:..
Di costoro, seguendo le indicazioni del nostro grande Dante Alighieri, “non mi curo, non li guardo nemmeno, e passo”… Mi rivolgo, perciò, solo ai miei fratelli di sangue azzurro. Voglio raccontarvi come si svolge una mia ‘normale’ giornata di tifo, che credo – nella sostanza – non sia molto diversa dalle vostre.

Almeno un paio d’ore prima del calcio d’inizio, in casa, comincia la sfilza delle raccomandazioni. Non ci sono al telefono, per nessuno, di visite neanche a parlarne… Mia moglie, nell’altra stanza, guai se si azzarda a mettere il naso fuori della porta! Una volta, molti anni fa, lo ricordo come se fosse ieri, c’era Inter-Napoli… La mia premurosa consorte venne a chiedermi che cosa gradissi per cena, roba di due minuti… Il Napoli era in vantaggio di una rete… Sembra impossibile: nell’arco di quei due minuti, i nerazzurri segnarono due gol, e vinsero! Non fu quello l’unico segnale negativo… Più volte, successivamente, è capitato che, pensando di farmi piacere dimostrando un certo interesse per la partita, mi abbia chiesto:”Che sta facendo il Napoli?” Da non credersi! Era appena entrata, le stavo rispondendo, “Stiamo vinc…”, e invece no: ‘stavamo’ vincendo, prima che comparisse lei! Basta, discorso chiuso: il Napoli e mia moglie, lontani, quanto più è possibile.

Casa mia, il giorno dei grandi eventi, si trasforma in una piccola succursale del San Paolo… Graditissimi, gli amici, a determinate condizioni. Punto primo: devono, nel tempo, aver dimostrato “di non portare seccia”. Punto secondo: bisogna rispettare rigorosamente l’assegnazione dei posti a sedere della partita precedente, ovviamente se il Napoli ha vinto. Punto terzo: l’abbigliamento. Io, per non sbagliarmi, ogni volta, mi procuro “la documentazione fotografica”, così posso controllare…Se uno degli amici ha modificato qualcosa nell’abbigliamento, indossa, ad esempio, una camicia di un altro colore, che ne so, un maglione diverso, ha cambiato le scarpe che calzava la (fortunata) volta precedente, mi dispiace moltissimo, ma non lo faccio nemmeno entrare: cartellino rosso ed espulsione immediata!

Stasera, anzi nel pomeriggio (insopportabili queste continue variazioni di giorni e di orari!) tutti in campo, eufemisticamente, per assistere a Napoli-Sassuolo, squadra più che “antipatica”, in quanto molto amica dei Non-colorati. Non sono trascorsi nemmeno due minuti, e Ounas, uno che in passato le partite le ha seguite tutte, con molta attenzione, dalla panchina, fulmina Consigli. Le cose si mettono bene, non mi sembra il caso di polemizzare con Peppe, un fanatico del gioco sarriano, che ancora non si rassegna alla “grave perdita”… Però credo sia indiscutibile… Ancelotti la ‘rosa’ la sta sfruttando, e bene, veramente tutta!
Poi, una serie incredibile di errori (orrori!) sotto porta… Che sta succedendo? Mi alzo nervosamente dal divano… Con mia moglie, tutto ok, se ne sta tranquilla e gioca a ‘burraco’ sul suo tablet… Nascostamente, tiro fuori da una busta gelosamente conservata, le foto degli amici per una controllatina alla posizione dei posti a sedere e all’abbigliamento. Vuoi vedere che… No, anche per gli amici, tutto a posto… E allora? Non so cosa pensare, meno male che l’arbitro fischia la fine del primo tempo… Negli spogliatoi, Carletto striglierà come si deve questi ragazzacci… Invece, nella ripresa, peggio ancora… I romagnoli, com’era prevedibile, si rincuorano, vedono uno spiraglio, e cominciano a rendersi pericolosi. Per fortuna, entra in campo “San Lorenzo”… Sì, proprio lui, il nostro Insigne che, in quest’inizio di campionato è veramente provvidenziale. Gli danno la palla appena dentro l’area, e il “Santo” prova uno dei suoi tiri a giro che, nove volte su dieci, non gli riescono, ma se l’azzecca… Stavolta va più che bene, Consigli è mandato a prendere le farfalle: due a zero, e partita finalmente chiusa, anche perché il buon Ospina, in un paio di occasioni, si ricorda che l’abbiamo comprato per non fare entrare nella porta – se possibile – i tiri degli avversari.

Ora c’è la sosta per la Nazionale. La ritengo fastidiosa e quasi inutile. Questa ottava giornata di campionato non è stata molto significativa, è cambiato quasi nulla. “Loro”, sono sempre lassù, apparentemente invincibili… Noi, però, non demordiamo… E anche altre due o tre squadre stanno cominciando ad ingranare, com’era nelle previsioni. Ecco, questo è importante: se ci sono più squadre forti, è possibile che gli “Innominabili” possano inciampare in qualche ostacolo che rallenti la loro marcia, al momento, indiscutibilmente trionfale!
Ernesto Pucciarelli