E’ calato il sipario sul campionato più “strano”, anomalo, degli ultimi dieci – dodici anni. Nessuna squadra, infatti, lo ha dominato e, ad un certo punto, sembrava che si fosse instaurata una sorta di gara per non vincerlo! Le tre compagini che sono state al comando per tutta la stagione (le due ‘milanesi’ ed il Napoli) non sono apparse costanti nel rendimento. Alti e bassi continui, cali di forma inattesi, risultati altalenanti, ai limiti dell’incredibile per tutte e tre le principali contendenti, tanto che, ad un certo punto, è sembrata ritornare il lizza per la vittoria finale persino la Juventus, attardata pesantemente in classifica da un inizio di stagione disastroso.

E il Napoli? Era lì, in corsa per il titolo, ma nei momenti cruciali della stagione, delusioni su delusioni, inattese e inspiegabili. Il crollo determinante, nelle scellerate partite giocate e perse malamente nel finale di stagione (con Fiorentina ed Empoli) o pareggiate (con la Roma) per il rotto della cuffia. Alla fine, ha prevalso il Milan, forse la squadra meno accreditata dai pronostici della vigilia. Per noi tifosi partenopei, l’ennesima delusione, anche se De Laurentiis e Spalletti si sono affrettati a dichiarare che lo scudetto non era tra gli obiettivi del Napoli in questa stagione, comunque positiva per la qualificazione alla prossima Champions.

E va bene, è inutile “piangere sul latte versato”. Quello che preoccupa maggiormente, infatti, è il futuro. L’allenatore, almeno per il momento, sembra confermato, ma si paventa la possibilità che, dopo Insigne, possano essere ceduti un po’ tutti, a fronte di offerte giudicate allettanti dalla Società Calcio Napoli, vale a dire da ADL. Un rinnovamento totale (imposto in gran parte da esigenze di bilancio) non sarebbe una iattura, considerando che la squadra attuale, per limiti strutturali e caratteriali, è apparsa chiaramente non in grado di ottenere risultati che vadano al di là dell’ingresso in Europa. Ma è una strada pericolosa da intraprendere, rischiosa… Ci sembra molto più razionale mantenere l’ossatura portante della squadra (difesa da confermare in blocco, Anguissa e Lobotka inamovibili a centrocampo, come Mertens e Osimhen in attacco) con tre o quattro innesti “di peso” e di esperienza, da inserire nel nuovo organico. Tutti gli altri, in scadenza di contratto o meno, possono tranquillamente veleggiare verso altri lidi, non saranno in molti a rimpiangerli!

L’allenatore appare indirizzato verso questa seconda soluzione: chissà se la proprietà sarà propensa a seguirlo su questa linea. In chiusura, un doveroso omaggio alla Salernitana che, nonostante la debacle di ieri sera contro una spietata Udinese, resta nella massima serie, grazie anche al Cagliari che non è riuscito ad andare oltre il pareggio in casa del già retrocesso Venezia. Un vero e proprio miracolo sportivo, questo ottenuto dai granata, con il contributo di tutti: dirigenza, staff tecnico-medico, allenatore, squadra e l’impagabile, appassionato, contributo della tifoseria!
Ernesto Pucciarelli