La Rete del ragno

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – Un messaggio privo di destinatario o alla ricerca dello stesso. Nessuno l’ha capito, nessuno potrà mai. Perché Carlo, quindici soli dannati anni, giovedì si è stretto una cintura al collo. Oggi non è più quel giovedì. Prima, prima che quel countdown terminasse, Carlo aveva cercato di comunicare in qualche modo l’intenzione di un simile gesto, un suo post in bacheca preannunciava: “Sto arrivando all’aldilà”. Tra mouse e computer i social network, in fondo, sono realtà. S’infiltrano in un sottile interstizio, quello tra la dimensione privata e la dimensione pubblica. Miscelano le due sfere in una comunità altra, una “individualità collettiva”, un “neotribalismo”. Delle volte in maniera così estrema che risulta rude leggere tali fatti, lì, online, in faccia al mondo. Fatti impastati uno dentro l’altro. Assimilati, digeriti e mal smaltiti. Perché è clamorosamente poco il tempo per farlo, data la velocità delle comunicazioni e delle relazioni, oggi più “cliccate” che vissute. “Nel nostro tempo l’educazione non rafforza i confini identitari, bensì mira ad arricchire le opportunità di esperienza, un ventaglio di possibilità dal forte richiamo culturale, ma dalla debole scorza protettiva” afferma lo psicologo del presidio sanitario Bottazzi, Giuseppe Pascale. Facebook, Twitter, Messenger, strumenti rivoluzionari della comunicazione teengeriale senza cui i giovani si sentono persi, consegnano invece nelle mani di molti di loro l’illusione di avere mille amici. “Parlare su Facebook è parlare in maniera anonima, con tutti e con nessuno” conferma lo psicologo. Indirizzi telematici, contatti, alcuni dei quali saremmo persino imbarazzati a salutare gli intestatari se li incontrassimo alla stazione di Singapore alle sette del mattino. Diversamente il termine latino amīcu(m) deriva dal verbo amāre, e chi ha amato sa che l’amore non è per nulla virtuale. Carlo la pensava così e l’ha vissuta tutta e troppo dentro di sé la sua vita.

Simone Ascione

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 21 ottobre 2009