Ancora psicosi Vesuvio. Dopo le scosse dello scorso dicembre è ancora viva la preoccupazione della cittadinanza direttamente coinvolta. La paura, poi, è anche supportata dalla problematica del piano di fuga. Infatti, anche se un piano di fuga d’emergenza è stato previsto, nessuno riesce a dire con certezza se si tratti o meno di un piano efficiente e funzionale vista la presenza di numerosi interrogativi e punti oscuri che, secondo gli esperti, in caso di eruzione potrebbero costare la vita a circa 3 milioni di persone. Ancora di più, secondo una recente inchiesta del portale d’informazione Fanpage, intitolata, per l’appunto“Fuga dal Vesuvio”, si evince che, una fuga vera e propria, secondo il parere d’esperti, è impossibile a causa di una lunga serie di carenze e criticità individuate proprio all’interno di quel piano d‘emergenza stilato dalla protezione civile, che dovrebbe invece salvare la vita a tutti i vesuviani.

Giuseppe Mastrolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano, intervistato, ha spiegato che qualcosa nel piano di evacuazione proprio non funziona.
A parlare anche l’esponente dei Verdi Francesco Borrelli che, parlando del piano, lo definisce “debole, male Vesuvio-Latoorganizzato”. C’è chi addirittura dice che questo piano, a conti fatti, manchi del tutto, vista l’assoluta precarietà che lo caratterizza. Ancora più sorprendente è il fatto che, secondo l’inchiesta fatta, manca l’attuazione di una prova di evacuazione, necessaria in casi di ipotetica catastrofe. Per non parlare, poi, delle vie di fuga.

Il giornalista Alessio Viscardi ha deciso di percorrere una delle strade indicate nel piano, precisamente via Benedetto Cozzolino (arteria che unisce numerosi paesi del vesuviano), al fine di cronometrare l’effettiva durata del viaggio in condizioni di normale viabilità. E ci ha impiegato circa 35 minuti di percorrenza in un contesto di assoluta normalità. In caso di reale emergenza, è realistico perciò supporre che ci siano tempi di percorrenza ben peggiori.