Un automobilista disabile viene fermato dai vigili urbani, nei pressi della stazione centrale della Circumvesuviana, e alle prime rimostranze viene portato con forza alla centrale di polizia municipale. Era una mattina di fine di marzo quando il signor Emilio Balbi, 57enne di Torre del Greco, con la sua autovettura, accompagnato dalla moglie, Colomba Formisano, attraversava via Marconi per dirigersi a piazza della Repubblica, per andare all’appuntamento con il medico di famiglia, quando, ad un tratto, un’auto lo ha affiancato sulla sinistra e, gli occupanti, con l’aiuto del clacson gli hanno intimato di fermarsi. “Io provvedevo prontamente ad accostarmi nei pressi del parrucchiere – racconta l’uomo – e scendevo dall’auto insieme a mia moglie per capire cosa fosse successo. Si avvicinava a noi un ragazzo in jeans e giubbotto di pelle. Il ragazzo che poi apprendevo essere appartenente al corpo della polizia municipale mi chiedeva con fare molto arrogante i documenti della macchina”.
“Visto lo stato di agitazione di mia moglie – è il seguito della denuncia presentata dinanzi al comandante della stazione centro dei carabinieri, il maresciallo Francesco Di Maio – e l’atteggiamento del vigile che continuava a rivolgersi a me con toni arroganti, per evitare che lei si sentisse ancora peggio, la invitai ad avviarsi dal dottore e cosi fece”.

“Nel frattempo – continua – diedi i documenti dell’auto ed i miei al vigile, il quale iniziò a scrivere nonostante io continuassi a chiedergli cosa avessi fatto per meritarmi un tale atteggiamento. Finito di scrivere i verbali lo stesso si rivolgeva a me e mi diceva che avrei dovuto pagare 360 euro”. A questo punto “cercai di prendere i Carabinieri-Autodocumenti dell’auto e i miei ma il vigile mi bloccò le mani dicendomi che se non avessi lasciato lì i documenti mi avrebbe portato in caserma ed arrestato. Alle dette affermazioni io risposi testualmente “arrestatemi così me ne vado da questo paese di merda”. Infastidito per questa frase il vigile mi girò il braccio e mi spinse sul sedile posteriore dell’auto”. E così il 57enne disabile fu portato al comando della polizia municipale e lì fu raggiunto anche dalla moglie. “Ciò le aveva causato un ulteriore peggioramento dello stato di salute – spiega nella querela il 57enne – ma, anche all’interno del comando, la vigilessa che era presente ai fatti le chiedeva se avesse voluto l’intervento dell’ambulanza ed alla sua risposta affermativa il vigile infastidito ha continuato dicendole con toni bruschi “Ma quale ambulanza, perché non siete rimasta dal medico? Adesso volete l’ambulanza da noi? Lei qua non può stare deve andare fuori, ha capito che deve andare fuori?” e dopo ciò la cacciava letteralmente fuori dall’ufficio”.

Il signor Balbi ha contestato entrambi i due verbali che gli sono stati elevati (per violazione degli articoli 148 comma 11, 12 e 16 del Codice della Strada) perché “non ritiene di aver commesso l’infrazione” che gli viene contestata perché “non stava sorpassando nessun veicolo” ma semplicemente stava svoltando a sinistra. “Dopo questo episodio la patologia di mia moglie è peggiorata. Ed anche io dopo questo episodio ho passato notti insonni e sono stato costretto a prendere dei calmanti”, ha dichiarato il signor Balbi. Dopo questo episodio, il disabile e la moglie hanno denunciato l’agente di polizia municipale per “tutti i reati ravvisabili”, chiedendone “la punizione a norma di legge”.