Non per autocitarci, ma esattamente un anno fa, a proposito di inquinamento acustico dovuto alle “isole ecologiche”, scrivevamo: “Il centro di raccolta deve essere allestito nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di salute dell’uomo e dell’ambiente…Le operazioni ivi eseguite non devono creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la fauna e la flora, o inconvenienti da rumori ed odori nè danneggiare il paesaggio e i siti di
Isola-Ecologica-Bottazzi-2014

particolare interesse”. E ancora: “Così come si parla di ciclo dei rifiuti si dovrebbe parlare di ciclo del rumore, intendendo con ciò un percorso del rumore dal suo generarsi, al suo sommarsi con altri rumori ambientali fino al suo esito finale che arriva a determinare danni ambientali gravissimi ed attacchi all’equilibrio psico-fisico delle persone,  mettendo a rischio l’udito, l’apparato cardio-circolatorio e aumentando il rischio di infarto. Recenti studi confermano inoltre i danni causati dall’inquinamento acustico al sistema immunitario e ormonale.”
Ebbene tutto ciò si ripropone con prepotente attualità. “Transeat” per tutto il disagio, rumori compresi, dovuti al pur necessario restyling della nostra città. Ma essere assillati anche di notte, forse è un pò troppo!
Ne sanno qualcosa, ad es.,  gli abitanti a ridosso dell’ “isola ecologica” di Via Marconi, quella di fronte al Presidio Bottazzi, che sono violentemente scossi in piena notte dai camion della nettezza urbana, che per ore svolgono il proprio compito, procurando un rumore a dir poco assordante.
A proposito, ma siamo certi che quelle di Torre siano isole ecologiche? Definizione tecnica:  ” L’isola ecologica è un’area recintata e predisposta per la raccolta dei rifiuti, accessibile agli utenti per il conferimento solo in determinati orari; è munito di almeno un addetto alla gestione del regolare funzionamento del centro e alla sorveglianza sul corretto uso dei contenitori dei rifiuti da parte degli utenti.”
Questa definizione stride con ciò che abbiamo sotto il naso quando andiamo a depositare i nostri sacchetti di immondizia…

Con un minimo di ricerca in più, ecco spuntare le differenze tra ecopiazzole, isole ecologiche ed ecocentri ( un pò di informazioni non fanno mai male).  E cosa si riscopre? Quello che alcuni, sicuramente anche in Giunta Comunale, già sanno ma glissano.

Per ecopiazzole sono da intendersi delle piccole aree attrezzate di conferimento di RSU domestici per frazioni omogenee dove gli utenti, a propria cura, si recano per conferire rifiuti tramite versamento in contenitori appositamente predisposti dal gestore per categorie omogenee sostanzialmente identici alle attuali “campane” o contenitori stradali di uso comune.



Per isola ecologica “semplice” si intende una struttura attrezzata e in varia maniera presidiata, o altrimenti circoscritta, avente l’obiettivo di “intercettare” rifiuti, voluminosi e non, conferiti dalla cittadinanza. Le predette strutture, per essere funzionali e non trasformarsi in tante piccole discariche, necessitano di una serie di accorgimenti cui il gestore deve scrupolosamente attenersi, quali la dotazione di un’adeguata e sorvegliata recinzione perimetrale, di un sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, dei servizi, di percolazione e di lavaggio, di idonei sistemi di illuminazione, sicurezza, accessibilità al pubblico (anche motorizzato), modalità di controllo e documentazione delle quantità conferite ed, eventualmente, dei soggetti conferenti al fine di garantire l’accesso solo ai privati.

Poi ci sono gli ecocentri. Un ecocentro è un centro di stoccaggio, complementare agli altri servizi di raccolta,  dovrà essere di norma collocato in zone periferiche ma di facile accessibilità automobilistica; tale area sarà inoltre ben segnalata e necessiterà di superfici adeguatamente ampie e predisposte di rampe accessibili ad automezzi anche di dimensioni medio-grandi. Particolare attenzione andrà poi posta nel predisporre contenitori stagni ed al tempo stesso al riparo dalle intemperie per i rifiuti pericolosi.

Dunque noi dove andiamo a depositare i nostri rifiuti? Siamo ancora convinti che si tratti di “isole ecologiche”, o piuttosto si tratta di semplici centri di raccolta?  Ed è giusto che queste pseudoisole generino dei rumori assordanti in piena notte, disturbando la quiete pubblica per ore?
Ai lettori le loro considerazioni.
Marika Galloro