Centro d’accoglienza per immigrati, residenti in rivolta. Non siamo nel quartiere romano di Tor Sapienza, ma a Torre del Greco, in via Montedoro, a pochi passi dall’ospedale Maresca. Da qualche giorno, qui è diventato operativo un centro d’accoglienza per immigrati (già sono presenti 5 extracomunitari) per una cinquantina di Centro-DAccoglienza-VillaGreen-Proteste-20141121profughi provenenti dai Paesi in guerra (in particolare dalla Siria). Un ex ristorante (Villa Green) è stata scelta da un’associazione temporanea d’impresa, dopo aver vinto un bando promosso dalla Prefettura di Napoli, come punto per ospitare cittadini extracomunitari. Ma questa cosa non è stata ben accettata dagli abitanti della zona. In poche ore è iniziato il tam-tam che ha portato i residenti ad organizzare un’assemblea pubblica per dimostrare la loro contrarietà alla cosa.
“Non siamo razzisti, ma non accettiamo centri d’accoglienza per extracomunitari nelle nostre zone di campagna. Dove abitiamo noi è un luogo isolato e non protetto” e “100% Diritti agli extracomunitari 0% Diritti a noi italiani. Basta, siamo stanchi”, questi alcuni slogan lanciati dai circa 100 intervenuti, che così hanno voluto rimarcare il loro malcontento verso le istituzioni. Istituzioni presenti con dei rappresentanti della amministrazione cittadina. A far le veci del sindaco Ciro Borriello (che è fuori città) sono arrivati i consiglieri comunali Luigi Calderola e Ciro Piccirillo, oltre all’assessore alle Politiche sociali, Anita Di Donna. Proprio l’assenza del primo cittadino, però, non è stata presa bene dai presenti che hanno accusato il sindaco di “fregarsene” delle problematiche dei cittadini.

Dopo pochi minuti, invece, arriva puntuale una nota del primo cittadino che dice: “Tutto quello che è stato fatto finora, lo si è fatto all’insaputa mia e dell’intera amministrazione comunale. Questo non significa che, da ora e in avanti, non saremo attenti e vigili su una vicenda che non può vedere semplici spettatori il Comune e i torresi in generale, una situazione per la quale chiediamo di conoscere con esattezza le procedure e le autorizzazioni finora rilasciate, i pareri espressi dagli organismi preposti, a partire da quelli che rispondono dell’aspetto di natura sanitario”.
Ma qualche ombra dai presenti all’assemblea è stata lanciata sul coinvolgimento del Comune nel caso sia stata effettuato il cambio di destinazione d’uso della struttura (struttura che, secondo alcuni, risulterebbe essere anche abusiva).
“A chi in queste ore parla di aspetto umanitario – ha poi concluso Ciro Borriello – rispondo che  questo aspetto, sicuramente fondamentale in una vicenda simile, non può calpestare le più elementari regole del vivere civile e del rispetto dei singoli ruoli”.
Sul posto era presente anche la Polizia di Stato.