Fine settimana di debutto per il Teatro di Donna Peppa, andata in scena al Teatro San Luigi Orione di Ercolano con “Mammamia-e cche t’hé ferata ‘e cumbìnà”, divertente commedia musicale, ispirata al quasi omonimo successo teatrale e cinematografico britannico.

Antonello Aprea, regista, attore ed autore, ha riadattato e ripensato il celebre musical di Catherine Johnson, confezionandolo su misura per i suoi straordinari attori.

E la sua idea si è rivelata vincente: sala piena e risate pressoché ininterrotte, in un crescendo scenico che contribuisce ad un’atmosfera leggera e divertita sia per gli attori che per gli spettatori, non priva, però, di momenti di intima riflessione sulla fragilità e il “funambolismo” esistenziale di tutti noi.

“Sono pignolo, maniacale ed esigente con la compagnia; ma credo profondamente che qualunque cosa si decida di intraprendere, anche un teatro amatoriale come il nostro (che facciamo altro nella vita quotidiana), vada fatta per bene e al meglio…”.

Probabilmente in queste parole dell’autore ci cela uno dei segreti della longevità e del successo di Donna Peppa, un gruppo affiatatissimo e che sacrifica molto del tempo libero personale per la messa in scena delle idee artistiche del proprio mentore, un sacrificio fatto sempre con dedizione, amore e cura dei dettagli.

Antonello Aprea ha scelto ancora una volta il solco della commedia in vernacolo, collocando l’ambientazione di “Mammamia” nella bellezza isolana nostrana anziché greca, come invece pensò la Johnson nella scrittura originaria. Anche la veste di “musical” viene mantenuta, ma con le partiture curate da Decio Delle Chiaie e i suoi musicisti; a tal proposito è doveroso sottolineare la versatilità di tutti gli attori che hanno abbinato alla recitazione il canto e il ballo, in primis la formidabile protagonista Teresa Di Rosa, dalla comicità travolgente e con una voce straordinaria.

Per il resto lasciamo intatte le mille sorprese agli spettatori delle repliche, che ci saranno nei successivi fine settimana di febbraio e fino a metà marzo.

Marika Galloro