A Natale ogni buon politico garantisce una programmazione a base di feste. Anche a Torre del Greco gli eventi si sono sprecati il mese scorso, tirando avanti una economia cittadina ormai depressa, nel tentativo di mantenere un precario consenso popolare distogliendo l’attenzione dei cittadini dalla vita politica. Quale occasione migliore se non una festa, la baldoria per la baldoria?

Palazzo-Baronale-Torre-del-GrecoLa FESTA: un programma inadeguato e zeppo di inutili duplicazioni al costo del vecchio miliardo di lire. Fondi pubblici spesi, in maniera disorganica ed isterica, senza la minima programmazione: a confermarlo l’assenza di un semplice programma unico, un pieghevole, un manifesto omnicomprensivo in grado di guidare il cittadino o il malcapitato turista. E dire che ci sono riuscite citta’ limitrofe, come Ercolano o Scafati, mentre il programma natalizio corallino e’ apparso privo di qualsiasi prospettiva di sviluppo turistica ed e’ per giunta stato approvato soltanto pochissimi giorni prima di Natale.
Si fa fatica a trovare dei contenuti artistici degni della città, soprattutto nei giorni festivi. D’altronde nei giorni di festa e’ meglio dedicarsi all’opulenza ed al consumo piuttosto che appesantirsi con noiose disquisizioni culturali. Il popolo vuole sorridere con leggerezza, salutando il Babbo Natale in bicicletta, saltando sul trenino colorato di via Roma, magari vedendo lo spettacolo pirotecnico delle fontane, facendo acquisti durante i mercatini della notte bianca e ammirando le scandinave bancarelle a piazza Santa Croce.

La FARINA. Oggi trasformatasi in una grande torta. Infatti quest’anno niente abbattimento delle spese e niente austerity sotto l’albero degli sprechi a Torre del Greco; dati alla mano sono circa 500mila euro i soldi pubblici distribuiti, su ben 52 progetti di varie associazioni e società di diversa matrice politica e non: soltanto 105mila euro per le luminarie; appena 10.000 euro circa per cinque chiese cittadine; modesti 200.000 euro per “Il Riscatto Baronale” di cui circa 20.000 euro per la dubbia direzione artistica, contro i 106.000 ducati del 1696 atti a liberare realmente la città. A ben vedere dall’albo pretorio mancavano numerose delibere e sul sito istituzionale del Comune il calendario delle iniziative era incompleto ed aggiornato in ritardo; un vero e proprio labirinto. Eppure il conto e’ intuitivo 500.000 diviso su circa 100.000 abitanti ammontano a 5 euro a torrese, l’equivalente di una bella bottiglia di vino vesuviano, ottimo regalo natalizio.

La FORCA. Non avendo presentato alcun progetto e nutrendo un semplice interessamento da onesto contribuente, non ci resta che aderire alla campagna “Adotta un Evento Natalizio”. Chissà a chi sarebbe stata riservata ipoteticamente la forca se vivessimo in epoca borbonica, ma per fortuna la democrazia ha fatto passi in avanti e tali pratiche sono definitivamente scomparse.
Un cittadino Cristoforo Russo

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 27 gennaio 2016