Torre del Greco – Lo scorso venerdì 29 marzo, presso l’Associazione Culturale ed Ambientale “Arcobaleno” , si è tenuto un incontro-dibattito con Adriano Mazzarella, fisico e professore associato di Climatologia presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Napoli Federico II, ex direttore responsabile dello storico Osservatorio Meteorologico Federiciano  e autore di oltre 100 lavori scientifici su riviste internazionali specializzate nel settore della climatologia, nonché collaboratore con il quotidiano “La Repubblica” e curatore delle previsioni giornaliere del tempo del gruppo televisivo Luna Set.  Studioso attento di problemi connessi all’attuale riscaldamento del pianeta, il prof Mazzarella, come chi legge i suoi lavori sa bene, è una voce “fuori dal coro”, poiché è un accanito sostenitore del fatto che l’attuale fase di incremento della temperatura planetaria sia imputabile a cause non antropiche, bensì naturali.

Ma cerchiamo di comprenderne le argomentazioni.

Tutti i media, specie in questo ultimo periodo, lanciano messaggi sulla necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica, ritenute, dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale, responsabile del Global Warming, ovvero il Riscaldamento Globale, fenomeno in atto che starebbe portando a conseguenze pesanti per tutti gli ecosistemi terrestri.

Inoltre, sul tema del Global Warming e dell’effetto serra da CO2, esiste una vera e propria class action, capeggiata da una giovanissima ambientalista svedese, Greta Thunberg, venuta da poco alla ribalta mediatica con enorme risonanza, che propone i cosiddetti  “Fridays for Future”, i venerdì di “Sciopero per il Clima”, spronando gli studenti di tutto il pianeta a scendere in piazza per protestare soprattutto contro i combustibili fossili e le emissioni di anidride carbonica.

Il prof. Mazzarella , tuttavia, è di altro parere : “ Non ho nulla contro questa simpatica ragazzina , Greta, ma penso che , in totale buona fede, sia strumentalizzata da un’operazione di marketing molto ben orchestrata, dalla quale sicuramente qualcuno trae profitti non trascurabili…”.

Questo l’incipit dello scienziato che spiazza i presenti in sala. Ma, ovviamente, egli va ben oltre il disaccordo con  “il Greta Affair”, portando argomentazioni, slides e grafici  frutto di una pluriennale esperienza come accademico e climatologo. Secondo i suoi studi, infatti, Mazzarella è fermamente convinto che la fase di riscaldamento attuale della Terra sia solo uno dei periodi di cambiamenti climatici che da sempre si sono alternati nel passato, anche un passato remoto ( in cui non esistevano combustibili fossili ed inquinamento).  Ad es., afferma lo studioso, sicuramente in passato ci fu il cosiddetto “Optimum Climatico Medievale”, caratterizzato da incrementi notevoli delle temperature medie; così come anche in epoca romana ci sono stati fenomeni simili. Allo stesso modo, ciclicamente, si sono succeduti periodi in cui le temperature sono scese notevolmente , come durante la “Piccola Era Glaciale”,  un periodo della storia climatica della Terra che  va dalla metà del XIV alla metà del XIX secolo,  in cui si registrò un brusco abbassamento della temperatura media terrestre.

Secondo Mazzarella le motivazioni di queste aberrazioni climatiche sarebbero imputabili in primis al Sole e alla sua attività, che indurrebbe delle variazioni  periodiche alla velocità della rotazione terrestre e alla durata del giorno, con conseguenti alterazioni della circolazione atmosferica.

Inoltre la “macchina” del clima è talmente complessa che non può essere schematizzata in equazioni semplici del tipo “ incremento di CO2= innalzamento progressivo della temperatura”.  Anche , ad es., le oscillazioni dell’inclinazione dell’asse terrestre ed altri fattori astronomici, portano a cambiamenti climatici.

“Potrebbe aver senso, invece – prosegue il professore-parlare di Local Warming, ovvero il microclima urbano che porta alla formazione di vere e proprie isole di calore, poiché le grandi aree urbane immagazzinano calore, che durante le ore notturne viene rilasciato molto più lentamente rispetto alle campagne circostanti ed alle aree poco urbanizzate, così che il caldo del giorno precedente tende a sommarsi a quello del giorno successivo, generando importanti differenze di temperatura tra città e campagna”.

Da segnalare, infine, che il punto di vista del prof.  Mazzarella è condiviso da altri insigni studiosi ( addirittura si parla di un fenomeno chiamato “negazionismo climatico”), sebbene rappresentino una minoranza della comunità scientifica mondiale.

Marika Galloro