Si è tenuta in settimana l’attesa conferenza stampa di presentazione della nuova Turris 2015/2016. In una gremita sala conferenze dell’Hotel Poseidon, il presidente Giugliano (accolto da un lungo applauso), il Turris-Presentazione-2015-2016-Giugliano-Vitaglione-Pepe-rientrante direttore sportivo Vitaglione, il presidente onorario Michele Abbate ed il nuovo allenatore (parso molto emozionato) Alfonso Pepe, hanno spiegato ai tifosi gli obiettivi per la prossima stagione e chiarito quanto accaduto in questi mesi. Di seguito, le parole dei protagonisti.
Giuseppe Giugliano, presidente: “Leggo quella scritta portata dai tifosi che dice la Turris siamo noi: è vero. Alla mia prima perplessità, mi sono rivolto a loro dicendogli che c’era gente che ci remava contro. Proprio loro mi hanno detto di andare comunque avanti e mi hanno convinto a fare l’iscrizione. Tralasciando tutte le polemiche, chiediamo all’Amministrazione Comunale (assente in toto alla presentazione) la disponibilità del “Liguori” perché siamo come una famiglia senza casa”.
Sulla prossima stagione: “Faremo un campionato tranquillo, di assestamento, mettendo le basi per un futuro in cui speriamo di poter lottare per qualcosa di più importante. Dopo aver portato un titolo a Torre del Greco, aver portato la squadra in D, aver ripreso la denominazione grazie a Michele Abbate che ci ha permesso di fare la fusione con la sua associazione, aver fatto l’iscrizione, cosa su cui non ho mai avuto dubbi, stavo mettendo in piedi un bel progetto con tanti amici e farmi anche un pò da parte per dare spazio a chi aveva più risorse economiche da investire. Poi, purtroppo, qualcuno ha tolto il terreno sotto le fondamenta ed il palazzo è crollato. Ma andremo avanti così, con una gestione oculata, sperando di toglierci qualche altra soddisfazione”.
Su nuovi ingressi: “La società è aperta a tutti quelli che hanno buoni propositi, tutto il resto non ci interessa. Non sono una persona ricattabile perché non ho interessi in questa città, chiedo solo qualcosa che possa far bene alla Turris e la disponibilità del Liguori”.
Francesco Vitaglione, direttore sportivo: “Rientro nella Turris dopo questo periodo nero di grandi polemiche che mi auguro mettiamo tutti alle spalle perché bisogna guardare al futuro e dobbiamo farlo tutti insieme, come lo scorso anno. Torre del Greco deve ricompattarsi intorno alla Turris, non intorno alle persone, perché è la maglia che va avanti, non le persone. Siamo riusciti a riportare un titolo sportivo alla città che è rimasto ai tifosi, e quindi a Torre del Greco, non ad altre città, anche durante le dimissioni del presidente. La stagione che ci apprestiamo ad affrontare sarà diversa rispetto a quella di Eccellenza, gli obiettivi saranno ridimensionati, il che non vuol dire essere la vittima sacrificale del girone, ma partire con i piedi di piombo e senza proclami, ma mettendoci tanto lavoro, tanta professionalità e con il vostro aiuto. Come lo scorso anno, le critiche e gli elogi dovranno essere costruttivi, cosa che questa piazza è in grado di fare. Stateci vicino e faremo delle ottime cose”.
Sulla squadra: “Non mi preoccupa essere partiti in ritardo, metteremo comunque a disposizione del mister una squadra che ci permetterà di raggiungere gli obiettivi prefissati. Ci vorrà pazienza, dovranno essere scelte oculate e fatte con calma perché dovranno essere scelte giuste. Il nostro modus operandi è sempre quello di partire con i giocatori che poi restano con noi per tutto il campionato. Ricordiamo che l’anno scorso il 90% della squadra fatta in estate è arrivata fino alla fine e Majella lo prendemmo a settembre… ”.
Su nuovi ingressi: “La società è sempre aperta a tutti, i contributi non si danno a Vitaglione o Giugliano, ma alla Turris”.
Michele Abbate, presidente onorario: poche parole e tanta commozione per colui che è stato tra gli artefici della fusione che ha permesso di riacquisire la denominazione: “Ho dato un piccolo contributo alla città, lo merita, in memoria di mio figlio Pietro”.
Alfonso Pepe, allenatore: “Ho sempre sognato di allenare in questa piazza. Quello che vedo nei vostri occhi è ciò che trasmetterò ai miei ragazzi. La mia Turris dovrà avere tanta determinazione, tanta corsa e la maglietta sudata fino al novantesimo. Sono convinto che il pubblico ci aiuterà e sarà il nostro dodicesimo. Spero di onorare questa città che da piccolo è parte di me grazie a mio padre che era di Torre del Greco. Per giocare nella Turris ci vuole personalità, determinazione e sacrificio, farò rispettare queste cose perché questa piazza lo merita. Anche nei momenti di incertezza non ho mai avuto ripensamenti su questa scelta, perché sognavo di allenare qui, credo nel progetto Turris, credo nella società e sono convinto che possiamo fare bene”.
Sui gironi: “Il siciliano è un pò più tattico, il pugliese più tosto come organico. Sono entrambi difficilissimi. Per noi sarà indifferente, siamo la Turris, rispettiamo tutti, ma non temiamo nessuno”.
Sul modulo: “La mia idea di gioco è il 3-4-1-2, un modulo che è indubbiamente molto offensivo. Ma questa è una parentesi che sono pronto a mettere da parte se dovessero arrivare giocatori con altre caratteristiche”.
Andrea Liguoro