L’opinione

Qual’ è la miglior medicina per una squadra in crisi profonda che non vince da due mesi? La vittoria. Qual’ è il modo migliore per rispondere alle contestazioni di una tifoseria stanca dei risultati deludenti? Una prestazione gladiatoria per novantasette minuti, recuperi compresi. Qual’ è il modo migliore per trovare, o meglio, iniziare a trovare convinzione nei propri mezzi? Battere la seconda in classifica, ad esempio. Ecco, questo è tutto quello che c’è nella vittoria conquistata dalla Turris nel derbyssimo con la Casertana. Una prestazione maiuscola per impegno e volontà degli uomini di mister Mandragora: tutto quello che non si è visto con l’ex allenatore Longo, che preferiva la tattica e gli schemi alla psicologia, lo si è visto contro la Casertana. Finalmente, ci viene da dire. Sì, perché ormai è chiaro a tutti che in una serie D dove le squadre devono essere composte per metà da “ragazzini” – come richiesto dal regolamento- perfino le corazzate rinunciano al calcio spettacolo in favore di quella concretezza che poi alla fine ti fa vincere le partite e che fa classifica. Ecco allora che a vincere è la Turris “cuore e sudore”. Quella di un Visciano e di un Coppola che sarebbero in grado di inseguire gli avversari perfino negli spogliatoi: quantità, non solo, ma anche qualità. Quella di un Russo che, nonostante un problema alla caviglia, resta in campo a combattere su ogni pallone. Il suo gol di tacco con la Casertana, poi, una perla da vedere e rivedere, cose che in questa categoria così mediocre valgono il prezzo del bilgietto e fanno stropicciare gli occhi. Quella di Vitale che, nonostante il personale momento di crisi con il gol, corre come un dannato. Adesso, però, arriva il momento più difficile: dare continuità a questa vittoria. Una rondine non fa primavera, certo, ma queste vittorie fanno capire che quando ci metti almeno “cuore e sudore” si può battere chiunque…
Andrea Liguoro